"Per la prima volta in quasi cinque anni parteciperò ai lavori del Cda ma non parteciperò al voto del consiglio in questa circostanza".
È il passaggio forse più significativo di una lettera - finora rimasta chiusa in pochi e riservati cassetti - che l'amministratore delegato di Cva, Giuseppe Argirò, ha inviato il 13 maggio scorso ai componenti del Consiglio di amministrazione della società energetica partecipata valdostana. Una presa di posizione senza precedenti nella storia della sua gestione e che offre una chiave di lettura particolarmente rilevante dello scontro politico e istituzionale sviluppatosi nel corso degli ultimi due anni attorno alla governance della partecipata energetica regionale.
La comunicazione arriva pochi giorni dopo che, il 6 maggio, il presidente di Cva, Giovanni Aliboni, aveva informato Argirò del fatto che la finanziaria regionale Finaosta aveva formalmente richiesto una revisione 'critica' dell'impairment test relativo alle partecipazioni del gruppo. L'impairment test è una procedura contabile e valutativa volta a verificare che le attività (come impianti, macchinari, marchi, partecipazioni o l'avviamento) non siano iscritte in bilancio a un valore superiore a quello effettivamente recuperabile. Una richiesta che impegna una notevole mole di lavoro e che, secondo Argirò, avrebbe inevitabilmente inciso sulla calendarizzazione e sull'approvazione del bilancio 2025.
Nella lettera l'amministratore delegato precisa che la sua scelta di non partecipare al voto non deriva da una contrarietà tecnica all'operazione richiesta da Finaosta. Anzi, riconosce esplicitamente che la decisione del socio pubblico deve essere rispettata. Argirò evidenzia però come Finaosta non abbia chiesto semplicemente una seconda valutazione, ma una revisione definita dalla stessa finanziaria regionale "critica" dell'impairment test. Una formulazione che, a suo giudizio, implica un riesame dell'operato della struttura amministrativa e del management che avevano seguito il processo fino a quel momento. Proprio per questo scrive al Cda di ritenere di doversi astenere dal procedimento deliberativo relativo alla scelta del consulente incaricato della nuova verifica.
Ancora più esplicito è il passaggio nel quale collega la richiesta di Finaosta alle iniziative politiche sviluppatesi negli ultimi mesi. Secondo Argirò, la decisione di avviare un nuovo e complesso percorso tecnico a pochi giorni dall'approvazione del progetto di bilancio non appare riconducibile esclusivamente a una valutazione autonoma di Finaosta, ma risulta fortemente influenzata dalle iniziative promosse dal consigliere regionale e capogruppo Uv Aurelio Marguerettaz, che negli ultimi mesi ha richiesto in qualità di consigliere decine di accessi agli atti in Regione sul management di Finaosta e in particolar modo sulla gestione amministrativa da parte di Argirò.
L'amministratore delegato di Cva scrive infatti che la richiesta di revisione dell'impairment test sulle società controllate sarebbe stata sollevata dal consigliere e che proprio tale circostanza rischierebbe di aprire una fase di incertezza nella procedura di approvazione del bilancio di esercizio 2025.
Una preoccupazione che nella lettera viene argomentata con una lunga serie di considerazioni tecniche e finanziarie. Argirò mette in guardia dal rischio "enorme" che eventuali ritardi possano avere ripercussioni sulla comunicazione verso il mercato, ricordando che il gruppo Cva è titolare di attività finanziarie quotate e intrattiene rapporti con investitori istituzionali e agenzie di rating. Richiama inoltre le possibili conseguenze nei rapporti con il sistema bancario, con i clienti e con le controparti contrattuali, fino a evocare il pericolo di danni reputazionali per la società.
Non manca un riferimento agli effetti che un eventuale slittamento dell'approvazione del bilancio potrebbe avere sulla Regione, in relazione alle aspettative sui dividendi della partecipata.
La lettera contiene anche un passaggio destinato ad alimentare ulteriormente il dibattito politico. Argirò ricorda infatti che le numerose richieste di documentazione e di approfondimento formulate da Marguerettaz nell'ambito dell'attività ispettiva consiliare avevano già spinto il Consiglio di amministrazione ad acquisire pareri legali per valutare la leggittimità di tali richieste, il corretto perimetro delle informazioni da trasmettere ai consiglieri regionali e le eventuali responsabilità degli amministratori nella diffusione dei dati.
Un richiamo che inserisce la vicenda della revisione dell'impairment test nello stesso contesto di tensione istituzionale che da mesi caratterizza i rapporti tra parte della politica regionale e i vertici della società energetica. Pur prendendo le distanze dal voto, Argirò conclude assicurando la piena collaborazione della struttura aziendale e confermando che avrebbe continuato a supportare il lavoro richiesto dal socio pubblico.
Resta però agli atti una scelta che lo stesso ad della partecipata Cva definisce eccezionale, ovvero la rinuncia a partecipare a una deliberazione del Cda per la prima volta dall'inizio del proprio mandato, motivata dalla convinzione che il procedimento avviato da Finaosta non si collocasse più esclusivamente sul piano tecnico-contabile, ma fosse ormai inserito in un contesto 'condizionato', reso particolarmente sensibile dalle iniziative politiche sviluppatesi attorno a Cva.
Questo il testo integrale della lettera dell'ad Giuseppe Argirò al Cda di Cva:
Nota per Cda 13 maggio 2026
Buongiorno a tutti,
Mercoledì 6 maggio alle ore 12 mi è stata comunicata da parte del presidente Aliboni l’intenzione di Finaosta di inviare una comunicazione nei termini in cui è stata poi successivamente e formalmente effettuata. Iniziativa comunicata al presidente Aliboni e al presidente Michelutti il giorno lunedì 4 maggio in modo informale.
In occasione dell’incontro con il presidente Aliboni di mercoledì ho immediatamente evidenziato a lui alla presenza del dottor Bortolotti che tale iniziativa avrebbe certamente avuto un impatto molto significativo sulla calendarizzazione del bilancio e sulla finalizzazione della relativa approvazione.
Ho fatto presente che non si trattava semplicemente di una second opinion, ma di un’attività tecnica complessa e articolata che un consulente può fare in tempi congrui non compatibili con l’approvazione del bilancio di esercizio del 2025, così come calendarizzata.
Alla luce dell’evoluzione della situazione vi comunico che oggi per la prima volta in quasi 5 anni parteciperò ai lavori del Cda ma non parteciperò al voto del consiglio in questa circostanza.
La mia non partecipazione al voto, ci tengo a puntualizzarlo in modo chiarissimo, non è determinata dalla non condivisione della scelta tecnica di procedere ad una revisione critica dell’impairment finalizzato a dimostrare l’oggettività o meno con cui la direzione amministrativa ed il management della società hanno portato avanti sino ad oggi questa attività, peraltro ricordo soggetta alla revisione legale ad opera di un revisore (EY) scelto dal titolare della gestione speciale della partecipazione in CVA della Regione, cioè FINAOSTA. Questa è stata una scelta di Finaosta e va certamente rispettata.
L’astensione dalla partecipazione al voto da parte mia trova motivazione in alcuni elementi tecnici che qui brevemente espongo:
Finaosta richiede una revisione “critica” dell’impairment e per tale ragione, essendo io parte del management esecutivo, anche se non ho mai partecipato ad alcuna riunione di compliance amministrativa (comprese le attività propedeutiche all’impairment test di gruppo) per mia personale scelta, ma ho condiviso solo nella fase finale il lavoro fatto dalla direzione amministrativa, cui va la mia più ampia fiducia, ritengo di essere anche io oggetto delle valutazioni “critiche” richieste e pertanto mi astengo dal processo deliberativo in tutti i suoi passaggi amministrativi che la stessa Finaosta richiede.
La scelta di chiedere oggi, a pochi giorni dall’approvazione del progetto di bilancio, di affrontare un percorso tecnico complesso come richiesto da Finaosta, di impairment test su tutte le società controllate direttamente ed indirettamente, sono certo non per volontà esclusivamente propria, ma nel solco e parrebbe fortemente condizionata dalle iniziative politiche del consigliere Aurelio Marguerettaz, ritengo sollevi il rischio enorme di aprire una fase di indeterminatezza nella calendarizzazione del processo di approvazione del bilancio di esercizio del 2025. Indeterminatezza che rischia potenzialmente di avere conseguenze serie sia per la società che per il socio Regione.
In particolare, il Gruppo CVA ricordo essere detentore di attività finanziarie quotate su mercati regolamentati e questo non potrà non avere impatti sulla comunicazione al mercato qualora il ritardo approvativo uscisse dalla fisiologia anche di piccoli ritardi rispetto alle naturali scadenze.
La società è titolare di numerosi ed importanti rapporti contrattuali in essere con il mondo bancario e dovrà giustificare i ritardi che dovessero protrarsi oltremodo, motivando le ragioni alla base di questa potenziale situazione determinando un’incertezza nella gestione dei rapporti stessi in essere ed eventualmente quelli che sarà necessario attivare in futuro.
La società è soggetta ad attività costante di monitoraggio da parte di:
1 - degli investitori (siamo titolari di uno Schuldschein detenuto da investitori),
2 - da parte delle società di rating che potrebbero avviare una fase di review con conseguenti rischi di tenuta per il rating peraltro recentemente confermati anche alla luce di alcuni avvenimenti negativi (DL Bollette, etc...) ed il cui eventuale intervento avrebbe anche una ripercussione potenziale sul costo di approvvigionamento delle risorse finanziare utilizzate dalla società,
3 - da parte dei mercati che ci guardano con attenzione,
4 - dai potenziali clienti cui dobbiamo dimostrare affidabilità quale controparte contrattuale, etc.
lo slittamento susciterà dei dubbi in tutti gli stakeholders con rischi reputazionali rilevanti. Lo slittamento credo inevitabile della calendarizzazione di bilancio inoltre avrà effetti potenziali sul socio regione rispetto ai flussi di dividendi su cui l’azionista nutre aspettative significative anche in ordine alla tempistica per esigenze di bilancio pubblico.
Peraltro in linea con quanto già avvenuto, in precedenza, come più volte richiamato sia dal collegio sindacale che dai colleghi del consiglio di amministrazione e che ha portato alla richiesta da parte di alcuni colleghi del Cda di acquisizione di pareri legali plurimi a seguito delle numerosissime iniziative del suindicato Consigliere, per comprendere la correttezza del perimetro di attività nell’esercizio del potere ispettivo del Consigliere, delle responsabilità potenziali per i membri del Cda nel fornire alcuni dati e soprattutto rispetto alla possibile configurazione di ipotesi di direzione e coordinamento, anche questa circostanza impone probabilmente un analoga riflessione per la quale mi rimetto a voi.
Come noto e verbalizzato più volte la mia posizione è chiarissima da sempre ed è quella di fornire tutta la documentazione che viene richiesta sempre e comunque. Questa circostanza per le ragioni indicate è tuttavia diversa poiché incide direttamente sulle scelte gestionali della società e pertanto non potevo esimermi dall’evidenziare a voi tutti alcune mie iniziali valutazioni.
Per tutto quanto sopra e per altre motivazioni che non mancherà l’occasione di evidenziare anche in futuro confermo che parteciperò ai lavori del C.d.A. ma non al processo deliberativo e mi asterrò dal processo di selezione del consulente indipendente che lascio a voi.
Naturalmente sono già al lavoro per supportare la struttura rispetto al soddisfacimento di questa ulteriore richiesta e mi riservo ovviamente per la fase deliberativa di bilancio, in tutte le sue articolazioni, le mie più puntuali e future valutazioni.
Cordialmente.
l'ad Giuseppe Argirò




