Il torneo di giugno del Tennis Club Sarre si è fermato giovedì 17 giugno per lasciare spazio al tradizionale torneo interno 'Doppio in famiglia', un appuntamento che richiama lo spirito più autentico del tennis di club, fatto non soltanto di competizione ma anche di socialità, amicizia e momenti condivisi tra generazioni.
Proprio osservando le partite insieme a Robert Vierin, tra i pionieri del tennis valdostano e direttore del torneo, è nato in chi scrive un confronto tra il tennis di oggi e quello degli anni Ottanta e Novanta. Un'epoca in cui non esistevano internet, iscrizioni online o tabelloni digitali. I tornei si scoprivano attraverso manifesti affissi nei circoli, nei bar e nei locali della regione, mentre le tessere dei club erano ancora di carta.
"La voglia di giocare e di ritrovarsi era forse ancora maggiore", ricorda Vierin. Durante l'estate quasi ogni settimana si disputava un torneo in qualche angolo della Valle d'Aosta. I circoli erano più numerosi e distribuiti sul territorio: da Étroubles a Fénis, passando per Cogne, dove in un torneo il premio principale arrivò addirittura a essere una settimana di vacanza in albergo.
Oggi il panorama è cambiato; se da un lato il Tennis Club Sarre continua a proporre tornei federali durante tutta la stagione, con appuntamenti praticamente mensili nel periodo estivo, dall'altro sono diversi i circoli che hanno progressivamente ridotto o abbandonato l'organizzazione di competizioni ufficiali. Rimane un punto di riferimento il prestigioso torneo di Châtillon, manifestazione di livello nazionale che richiede mesi di preparazione e l'impegno di uno staff altamente qualificato.
La domanda è inevitabile: perché oggi si organizzano meno tornei rispetto al passato? Secondo Vierin le ragioni sono principalmente economiche e organizzative: "Le quote richieste dalla Federazione per ogni iscritto incidono in maniera significativa sui bilanci dei club", afferma. Ai costi federali si aggiungono infatti quelli per giudici arbitri e ufficiali di gara, rendendo particolarmente onerosa l'organizzazione di eventi con un numero limitato di partecipanti.
Nel caso del Tennis Club Sarre, il lavoro viene sostenuto da una struttura familiare nella quale svolge un ruolo fondamentale Julien Vierin (foto sopra), impegnato durante tutto l'anno nella gestione di tornei, partite sociali e attività organizzative. Un impegno spesso poco visibile, ma indispensabile per coordinare iscrizioni, calendari e disponibilità dei campi.
Alla componente economica si somma poi un'evoluzione del sistema tennistico valdostano. Negli anni molti circoli hanno chiuso o ridotto la propria attività, mentre alcune strutture sono confluite sotto gestioni comuni. Un fenomeno che ha contribuito a ridurre il numero complessivo di manifestazioni organizzate sul territorio. Le conseguenze ricadono soprattutto sui giocatori agonisti e amatoriali, che sempre più spesso sono costretti a spostarsi in Piemonte per trovare tornei e confrontarsi con avversari diversi. Una scelta che comporta costi aggiuntivi e rende più difficile portare avanti con continuità un'attività agonistica.
Il tennis valdostano continua a vivere grazie all'impegno di dirigenti, volontari e appassionati, ma il dibattito sul futuro dei tornei regionali resta aperto. Tra nostalgia per un passato ricco di appuntamenti e le sfide organizzative del presente, la domanda rimane la stessa: come aumentare nuovamente le occasioni di gioco sul territorio?




