Non una commemorazione segnata soltanto dalla tristezza, ma una grande festa dell'amicizia, proprio come sarebbe piaciuta a lui. Sabato 30 maggio il campo sportivo di Sarre 'casa' della società Stade Valdotain di rugby si è trasformato in un luogo di incontro, ricordi e sorrisi per rendere omaggio a Thierry Debove (nella foto a sn insieme a Francesco Fida, presidente dello Stade), il 60enne di origine francese che in Valle d'Aosta aveva trovato una seconda 'patria' scomparso improvvisamente il 27 aprile scorso a Genova per un arresto cardiocircolatorio.

L'idea dell'incontro è nata dagli amici più stretti di Thierry, che hanno scelto di ricordarlo nel modo che ritenevano più vicino al suo carattere. Per l'occasione hanno diffuso sui social una locandina scritta come se fosse lui stesso a rivolgersi agli amici, con il suo consueto linguaggio a metà tra italiano e francese e con l'ironia che lo contraddistingueva. Un invito simbolico a ritrovarsi al campo sportivo di Sarre per un aperitivo in compagnia, accompagnato da battute sulla finale di Champions e dall'immancabile riferimento alla birra, elementi che hanno strappato un sorriso a chi lo aveva conosciuto.
L'appello è stato raccolto da centinaia di persone che quel sabato pomeriggio hanno raggiunto la Club House dello Stade Valdôtain. Non per una commemorazione formale, ma per condividere ricordi, aneddoti e momenti di amicizia nel segno di Thierry. Una scelta che si è rivelata particolarmente significativa perché ha restituito l'immagine più autentica dell'uomo che tutti ricordano: generoso, disponibile, talvolta ironicamente burbero, ma sempre capace di creare legami sinceri con chiunque incontrasse sul proprio cammino.

Centinaia di persone hanno raggiunto il campo dello Stade Valdôtain. C'erano dirigenti, giocatori e tifosi del rugby, colleghi di lavoro, amici conosciuti nei bar di Aosta, clienti, vicini di casa e semplici conoscenti. Un popolo eterogeneo che racconta meglio di qualsiasi discorso quanto Thierry fosse riuscito a entrare nel cuore di tante persone.
Nel corso dell'incontro si sono susseguiti ricordi, aneddoti, commozione e testimonianze. Tutti accomunati da un filo conduttore, la straordinaria umanità di un uomo che, pur con il suo carattere schietto e talvolta burbero, sapeva sempre mettere gli altri a proprio agio. In molti hanno ricordato la sua disponibilità ad aiutare chiunque ne avesse bisogno, la generosità spontanea, la capacità di regalare una battuta anche nei momenti più difficili e quel suo caratteristico modo di parlare, un irresistibile intreccio tra italiano e francese che era diventato il suo marchio di fabbrica.

Qualcuno ha raccontato episodi legati agli anni trascorsi a Pila, altri hanno ricordato il suo lavoro all'Area6Tu di Sarre, altri ancora le giornate passate nei locali del capoluogo dove aveva lavorato e costruito amicizie sincere. Molti hanno sottolineato come Thierry fosse una presenza discreta ma costante, una di quelle persone che non cercano il centro della scena ma che, proprio per questo, diventano indispensabili.
L'atmosfera è stata quella di una rimpatriata tra amici. Tra una birra, un sorriso e qualche inevitabile lacrima, il ricordo di Thierry è rimasto vivo nelle parole e nei gesti di chi gli ha voluto bene. Più che un addio, è sembrato un modo per continuare a sentirlo presente, come se fosse ancora lì, pronto a commentare la giornata con una delle sue battute. Al campo dello Stade è stato dunque salutato un uomo che, con semplicità e genuinità, aveva saputo lasciare un segno nella vita di molti e il tributo più bello è stato proprio quello di vedere il suo 'ultimo invito' accolto da centinaia di persone, tutte riunite insieme per stare in compagnia. Proprio alla maniera di Thierry.









