Ambiente - 16 giugno 2026, 16:28

Cime Bianche, il Comitato rilancia il no alla funivia, 'opera inutile, devastante e costosissisma'

Cime Bianche, il Comitato rilancia il no alla funivia, 'opera inutile, devastante e costosissisma'

Il comitato Ripartire dalle Cime Bianche torna all'attacco del progetto di collegamento funiviario tra il comprensorio del Monterosa Ski e quello del Cervino, dedicando alla Val d'Ayas l'ultima tappa di una serie di approfondimenti sugli effetti che l'opera avrebbe sui territori interessati.

Nel documento diffuso in questi giorni, il Comitato definisce il collegamento attraverso il Vallone delle Cime Bianche "una grande illusione", sostenendo che, a oltre dieci anni dal primo studio di fattibilità del 2015, siano emersi elementi sufficienti a dimostrare "l'insensatezza e l'insostenibilità" dell'intervento, che continua a essere sostenuto dalla società Monterosa Ski e dall'attuale Governo regionale.

A sostegno delle proprie argomentazioni, gli ambientalisti richiamano anche le recenti dichiarazioni della presidente dell'Associazione Nazionale Esercenti Funiviari (ANEF), Valeria Ghezzi, che in un'intervista a La Stampa ha affermato come il collegamento delle Cime Bianche sia particolarmente complesso perché interesserebbe "un territorio nuovo" e che sarebbe preferibile puntare sull'ampliamento di aree sciistiche già esistenti piuttosto che intervenire su "territori assolutamente vergini".

"Inutile per lo sci e per i collegamenti"

Secondo il Comitato, il progetto non porterebbe benefici significativi né sotto il profilo sciistico né sotto quello della mobilità tra le vallate. Nel documento si sostiene infatti che nel Vallone delle Cime Bianche non sia possibile praticare lo sci e che il collegamento non consentirebbe di raggiungere quote superiori rispetto a quelle già servite dagli impianti di Valtournenche e Breuil-Cervinia.

Gli oppositori contestano inoltre l'utilità dell'opera per il turismo estivo, citando lo stesso studio di fattibilità che avrebbe evidenziato una limitata attrattività della prevista stazione intermedia di Gavine, già facilmente raggiungibile da Frachey. Analogamente, secondo il Comitato, il nuovo impianto non collegherebbe centri abitati né ridurrebbe in modo significativo i tempi di percorrenza tra Ayas e Valtournenche.

Le criticità ambientali

Particolarmente duro il giudizio sugli effetti ambientali dell'intervento. Il Comitato sottolinea che il Vallone delle Cime Bianche rappresenta uno degli ecosistemi meglio conservati dell'arco alpino occidentale e ricorda la presenza dell'area nella rete europea Natura 2000.

Tra le criticità evidenziate figurano il taglio di centinaia di alberi lungo il tracciato, la realizzazione di grandi sostegni per le funi, la frammentazione degli habitat e il rischio di creare una barriera ecologica per l'avifauna. Vengono inoltre richiamate le complesse opere di cantiere e di protezione che sarebbero necessarie per la realizzazione dell'infrastruttura.

"Costi elevati e benefici limitati"

Altro punto centrale della contestazione riguarda il costo dell'opera. Il Comitato stima un investimento nell'ordine dei 200 milioni di euro, ai quali andrebbero aggiunti ulteriori interventi accessori e gli investimenti necessari per l'ammodernamento degli impianti esistenti del comprensorio.

Secondo gli ambientalisti, i principali beneficiari sarebbero alcuni segmenti del turismo ad alta capacità di spesa e il mercato immobiliare, mentre il territorio perderebbe una delle sue principali peculiarità paesaggistiche e naturalistiche.

Le proposte alternative per Ayas

Nel documento vengono avanzate anche alcune proposte di sviluppo considerate più coerenti con le caratteristiche della valle.

Per la stagione estiva il Comitato suggerisce di rafforzare la rete escursionistica, i percorsi culturali e naturalistici e di ampliare il servizio di navetta gratuita. Sul fronte invernale vengono indicati interventi di miglioramento degli impianti già esistenti, tra cui il rifacimento della seggiovia Belvedere-Ciarcerio, nuovi collegamenti interni al comprensorio e la realizzazione di infrastrutture per agevolare la mobilità pedonale a Frachey.

Particolare attenzione viene inoltre dedicata alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale della testata della Val d'Ayas, considerata un luogo simbolico delle migrazioni Walser e un'area di grande interesse geologico, botanico e naturalistico. In questo contesto il Comitato torna a sostenere l'istituzione del Parco del Monte Rosa, ritenuto uno strumento utile per la tutela e la promozione del territorio.

Con questo documento si chiude il ciclo di analisi territoriali promosso dal Comitato Ripartire dalle Cime Bianche, mentre resta aperto il confronto politico e amministrativo sul futuro del contestato collegamento funiviario tra Ayas e Cervinia.

pa.ga.

SU