Si chiude con una piena e doppia assoluzione in sede penale e con una sconfitta in sede amministrativa per la parte ricorrente e avversa, la lunga vicenda giudiziaria nata attorno alla ristrutturazione del complesso immobiliare 'Maison du Soleil' in località Prarion, a La Salle.
Alla quarta udienza, oggi lunedì 15 giugno il giudice del Tribunale di Aosta Maurizio D'Abrusco ha assolto il responsabile dell'Ufficio tecnico comunale di La Salle, Marco Averone e l'amministratore della società Sogem srl, Pierfrancesco Spensatello, dalle accuse legate al rilascio del Permesso di costruire in sanatoria n. 14 del 2024, pronunciando sentenza di assoluzione con la formula piena "perché il fatto non sussiste".
La Procura della Repubblica di Aosta (pm Giovanni Roteglia) nel 2025 aveva contestato ai due imputati di avere attestato falsamente la conformità urbanistica dell'immobile oggetto della sanatoria, sostenendo che l'intervento realizzato fosse consistito in una demolizione e ricostruzione anziché nel restauro conservativo autorizzato originariamente dal Comune nel 2012. A Spensatello era inoltre contestata una dichiarazione ritenuta non veritiera relativa all'assenza di altri soggetti aventi titolo sull'immobile.
Dopo tre udienze dibattimentali, il Tribunale ha però escluso la sussistenza dei fatti contestati, accogliendo le richieste assolutorie formulate dalle difese (gli avvocati Corrado Bellora per Averone e i loro colleghi Vincenzo Scipioni, Jacques Fosson e Vincenzo Vinciguerra per Spensatello.
Durante il procedimento penale era stata dichiarata inammissibile la richiesta di costituzione di parte civile avanzata da Alberto Bois, titolare della società Ivit srl, l'impresa che aveva eseguito parte dei lavori e che aveva promosso le iniziative giudiziarie dalle quali erano scaturiti gli accertamenti della Guardia di finanza e l'apertura del fascicolo penale.
Parallelamente al processo penale, la stessa Ivit aveva intrapreso un contenzioso davanti al Tribunale amministrativo regionale-Tar della Valle d'Aosta chiedendo l'annullamento del permesso di costruire in sanatoria rilasciato dal Comune di La Salle e di altri atti collegati alla vicenda edilizia.
Con sentenza depositata nel 2026, il Tar ha però dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse, ritenendo che la società ricorrente non fosse titolare di una posizione giuridica direttamente lesa dal rilascio della sanatoria.
Nelle motivazioni, il collegio presieduto da Giuseppina Adamo osserva che l'interesse fatto valere dalla Ivit era essenzialmente di natura economica nei confronti della Sogem e legato ai rapporti contrattuali tra le parti, già oggetto di una procedura arbitrale avviata nel 2023. I giudici amministrativi hanno inoltre evidenziato come l'eventuale annullamento della sanatoria non avrebbe prodotto alcun concreto vantaggio per l'impresa ricorrente e, anzi, avrebbe potuto esporla a ulteriori contestazioni sulla propria attività di costruttrice.
Il Tar ha inoltre respinto la tesi secondo cui la società avrebbe agito per tutelare la legalità urbanistica o per prevenire future responsabilità civili, osservando che tali interessi non erano sufficienti a fondare l'azione amministrativa. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile, con compensazione integrale delle spese di giudizio.
La decisione amministrativa e la successiva assoluzione penale segnano dunque una battuta d'arresto per l'iniziativa giudiziaria promossa da Bois, che per anni aveva sostenuto l'illegittimità delle opere realizzate nel complesso immobiliare e della successiva procedura di sanatoria.




