Mentre in Valle d’Aosta prosegue il confronto politico sulla governance di Cva, il suo amministratore delegato, Giuseppe Argirò, si trova al centro di una partita di rilievo nazionale. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico Milano Finanza nell'edizione di ieri giovedì 11 giugno, il manager giunto in Valle nel settembre del 2021 per guidare la società energetica partecipata regionale è tra le due figure professionali maggiormente favorite per la presidenza di Elettricità Futura, la principale associazione italiana del comparto elettrico aderente a Confindustria.
Oltre ad Argirò l'articolo, firmato da Andrea Deugeni, propone anche Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A, quale papabile per raccogliere l'eredità di Gianni Vittorio Armani alla guida dell'organizzazione che rappresenta oltre il 70% del mercato elettrico nazionale e che riunisce colossi come Enel, Edison, A2A, Iren, Sorgenia, Erg ed Engie.
La notizia assume un significato particolare se letta alla luce di quanto sta accadendo in Valle d'Aosta. Nei giorni scorsi la Giunta regionale è stata convocata dal capogruppo dell'Uv in Consiglio Valle, Aurelio Marguerettaz, per un confronto secretato (su richiesta della finanziaria regionale Finaosta che ha reso disponibili in forza di quella riunione alcuni dati sensibili) sulla gestione di Cva che ha coinvolto direttamente la governance della società energetica controllata dalla Regione. Un clima politico nel quale la figura di Argirò è stata spesso bersaglio di attacchi politici, da parte delle opposizioni ma per l'appunto anche da esponenti della maggioranza, che contestano alcune scelte strategiche e il modello di sviluppo perseguito negli ultimi anni.
Eppure, fuori dai confini regionali, il giudizio sul manager appare molto diverso. Sotto la guida di Argirò, la Cva sembra essere passata da semplice utility regionale a protagonista del mercato energetico nazionale, con una significativa espansione nelle energie rinnovabili e nella commercializzazione dell'energia. I risultati economici degli ultimi esercizi hanno garantito alla Regione dividendi record e un contributo crescente all'economia valdostana, con effetti diretti sul bilancio pubblico e sul prodotto interno lordo regionale.
È proprio questa esperienza che sembra aver attirato l'attenzione degli operatori nazionali. Nell'articolo di Milano Finanza Argirò viene indicato come uno dei profili più autorevoli per rappresentare un settore chiamato ad affrontare sfide decisive quali transizione energetica, sviluppo delle rinnovabili, sicurezza degli approvvigionamenti e ritorno del dibattito sul nucleare.
Non è la prima volta che il nome dell'amministratore delegato di Cva emerge nei principali tavoli energetici italiani. Negli ultimi anni Argirò è stato chiamato a confrontarsi con i vertici delle maggiori aziende di pubblica utilità nazionali e con le istituzioni centrali, consolidando una rete di relazioni che oggi gli consente di essere considerato tra i possibili rappresentanti dell'intero comparto elettrico.
Da una parte, quindi, un manager che continua a essere oggetto di contestazioni politiche locali; dall'altra un dirigente che il sistema energetico nazionale considera sufficientemente autorevole da poter guidare la più importante associazione di categoria del settore. Un contrasto che emerge con evidenza perchè se ad Aosta il dibattito resta acceso e spesso polarizzato, a Roma e nei principali centri decisionali dell'energia italiana il curriculum di Argirò sembra invece rappresentare un punto di forza.
L'esito della partita per la presidenza di Elettricità Futura sarà noto nelle prossime settimane. Al di là del risultato finale, l'aver guardato a lui costituisce di per sé un riconoscimento significativo per il manager che guida la più importante azienda industriale valdostana e che continua a essere considerato una figura di primo piano nel panorama energetico italiano.




