La riunione riservata di cui Laprimalinea aveva anticipato la convocazione il 13 maggio scorso si è effettivamente svolta pochi giorni dopo. E il tema affrontato è stato uno dei più delicati oggi aperti attorno a Cva, la società energetica partecipata dalla Regione che da mesi occupa - assieme all'inchiesta Casino, alla chiusura delle gallerie e alla vicenda giudiziaria sull'eleggibilità o meno a Presidente di Renzo Testolin - il centro del confronto politico valdostano.
Nel corso dell'incontro richiesto dal capogruppo dell'Union Valdôtaine in Consiglio Valle, Aurelio Marguerettaz, ai componenti della Giunta regionale è stata illustrata anche la sussistenza di un'attività istruttoria in corso sulla 'Compagnia valdostana delle acque' da parte della Procura regionale della Corte dei conti.
La riunione si è svolta in forma riservata, con l'obbligo di secretazione chiesto e ottenuto dai vertici di Finaosta, che per l'occasione hanno reso disponibili alcuni dati societari sensibili; e infatti nessuna comunicazione ufficiale è stata diffusa al termine dell'incontro e non emergono ad oggi elementi ulteriori sul contenuto complessivo del confronto. Il riserbo che aveva accompagnato la convocazione è quindi proseguito anche dopo il suo svolgimento, alimentando ulteriormente l'interesse politico attorno a una partita considerata strategica per il futuro della principale partecipata regionale e non solo.
Vero è che il procuratore regionale della Corte dei conti, Quirino Lorelli (al centro nella foto in basso), ha delegato mesi or sono la Guardia di finanza ad acquisire una consistente mole di documentazione riguardante diversi aspetti della gestione del gruppo Cva. Le acquisizioni documentali sono state effettuate in Finaosta (non nelle sedi aziendali) e riguardano la capogruppo e alcune società del perimetro societario, tra cui Cva Eos, Nuova Energia e altre realtà collegate. Acquisiti dai finanzieri anche documenti per i quali lo stesso Marguerettaz in veste di consigliere regionale aveva presentato diverse richieste di accesso agli atti (pressoché identiche a quelle formulate da un altro consigliere, però di minoranza) nonchè la risoluzione, depositata nell'aprile 2025 dalle forze di maggioranza e approvata dal Consiglio Valle, che impegnava la quarta Commissione consiliare ad approfondire la vicenda che vedeva al centro la lettera dell'ex presidente di Finaosta, Nicola Rosset, che segnalava di aver subìto pressioni da membri della Giunta regionale in carica nel 2022 per aumentare i compensi ai vertici di Cva.
Una prima parte degli approfondimenti ha riguardato gli emolumenti e i compensi riconosciuti all'amministratore delegato Giuseppe Argirò e ad altri organi societari. Da quanto emerso su questo punto le verifiche hanno consentito di accertare che Cva, pur essendo una società interamente partecipata pubblica, mantiene la natura giuridica di società per azioni non quotata in Borsa e non risulta quindi assoggettata ai limiti previsti dalla cosiddetta legge Madia per le società pubbliche. In questo quadro, eventuali adeguamenti dei compensi deliberati e approvati dagli organi competenti della società non avrebbero quindi evidenziato alcun profilo di irregolarità sanzionabile dalla Corte dei conti.
Più complessa appare invece la parte dell'istruttoria relativa alle acquisizioni effettuate dal gruppo Cva negli ultimi anni, in particolare nel settore fotovoltaico. Su questo versante la Guardia di finanza starebbe acquisendo da mesi documentazione in Finaosta.
Proprio in relazione a queste acquisizioni la Procura regionale della Corte dei conti avrebbe inoltre affidato a un consulente fuori Valle l'incarico di predisporre una relazione tecnica sulla documentazione raccolta. Un elemento che evidenzia come l'attività istruttoria non sia limitata alla sola acquisizione degli atti, ma sia entrata in una fase di approfondimento tecnico finalizzata alla valutazione delle operazioni effettuate dal gruppo energetico valdostano.
Nell'ambito delle verifiche il procuratore Lorelli ha già ascoltato diverse persone, alcune delle quali in passato hanno ricoperto incarichi politici e istituzionali in Valle d'Aosta. Gli accertamenti, secondo quanto risulta, trarrebbero origine da uno o più esposti dei quali non è al momento possibile conoscere la paternità di firma. Va inoltre precisato che allo stato attuale non risultano contestazioni formalizzate né provvedimenti adottati nei confronti di amministratori o dirigenti del gruppo Cva; l'attività della magistratura contabile è tuttora in corso e non dovrebbe concludersi prima di alcuni mesi.
Resta tuttavia significativo che l'esistenza di tali verifiche sia stata portata all'attenzione della Giunta regionale nell'ambito di una riunione convocata dal capogruppo unionista e gestita con modalità strettamente riservate su richiesta esplicita della finanziaria regionale. Nessun rivelamento di segreto istruttorio, perchè le acquisizioni da parte delle Fiamme Gialle stanno avvenendo in modo diretto e 'in chiaro' quindi ne sono a conoscenza certamente più persone, ma la circostanza conferma come il dossier Cva continui a rappresentare uno dei nodi più sensibili della politica valdostana, in una fase in cui alle questioni industriali ed energetiche si intrecciano inevitabilmente quelle istituzionali e di governo della principale partecipata regionale.




