Dalla presunta mancanza di programmazione alle accuse di scarsa trasparenza, fino alle preoccupazioni per il traffico e le ricadute economiche sul territorio. Nel Consiglio Valle 'fiume' convocato alla vigilia della chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes lungo il raccordo autostradale del Gran San Bernardo (statale 27), le forze di opposizione e consiglieri di maggioranza stanno rivolgendo un attacco compatto alla Giunta regionale e al Presidente, Renzo Testolin che dal canto suo, intervenendo all'apertura dell'Assemblea dedicata alla chiusura delle gallerie annunciando la posticipazione della chiusura dall'11 al 15 giugno, ha sostenuto che l'amministrazione regionale si è attivata fin dall'inizio dell'anno per seguire la vicenda. Testolin ha ripercorso le iniziative intraprese dalla Regione, spiegando che, una volta ottenuti i dettagli sul progetto dei lavori e sulle tempistiche di chiusura delle gallerie, sono stati avviati approfondimenti e confronti con la società responsabile per valutare soluzioni alternative alla cantierizzazione prevista. L'obiettivo è stato quello di individuare modalità operative diverse e definire le misure di mitigazione più efficaci per limitare i disagi alla viabilità.
Il Presidente ha inoltre evidenziato l'importanza della segnaletica che sarà installata lungo i percorsi interessati, con l'obiettivo di indirizzare il traffico leggero, in particolare quello turistico, verso gli itinerari consigliati e di indicare ai mezzi pesanti il percorso obbligatorio da seguire durante il periodo di chiusura delle gallerie.
Uno dei temi più ricorrenti emersi nel dibattito riguarda i tempi con cui la Regione avrebbe affrontato il dossier. Secondo il capogruppo di Fratelli d'Italia Alberto Zucchi, l'esecutivo avrebbe rincorso l'emergenza anziché governarla, cercando solo in ritardo di modificare un assetto ormai definito. Zucchi ha ricordato come la chiusura fosse nota da mesi e ha contestato le recenti iniziative della Regione per verificare eventuali modalità alternative di esecuzione dei lavori, sostenendo che tali valutazioni avrebbero dovuto essere affrontate già nell'autunno del 2025.
Sulla stessa linea l'intervento di Clotilde Forcellati (Pd-Fp), che ha richiamato il ruolo della Regione all'interno della Sav, società di cui detiene il 28% delle quote e nella quale esprime tre rappresentanti nel consiglio di amministrazione. Forcellati ha ricordato che la chiusura totale delle gallerie sarebbe stata discussa e verbalizzata nel cda della società già il 5 novembre 2025, sostenendo che l'amministrazione regionale non possa dichiararsi sorpresa di fronte a una decisione conosciuta da tempo. Per la consigliera, governare significa prevedere e pianificare, non intervenire quando l'emergenza è ormai esplosa.
Anche Corrado Bellora (Lega Vallée d'Aoste) ha insistito sulla tempistica della vicenda, evidenziando che tra la deliberazione dei lavori da parte di Sav e la comunicazione pubblica del problema sarebbero trascorsi oltre cinque mesi. Bellora ha lamentato l'assenza di un'informazione tempestiva al Consiglio regionale e ai sindaci interessati, accusando la politica di aver lasciato spazio ai tecnici senza assumere pienamente il proprio ruolo decisionale.
Dure critiche sono arrivate anche da Eleonora Baccini (La Renaissance), che ha definito la vicenda l'ennesima dimostrazione di un fallimento politico nelle attività di programmazione, controllo e coordinamento. Pur riconoscendo la necessità degli interventi per la sicurezza delle infrastrutture, la consigliera ha giudicato incomprensibile l'assenza di una preparazione adeguata del territorio rispetto alle conseguenze di una chiusura destinata a durare circa un anno. Una situazione che, a suo giudizio, rischia di avere pesanti ripercussioni su cittadini, imprese, servizi e turismo dell'intera vallata.
Dal gruppo Avs, Andrea Campotaro ha invece posto l'accento sulle criticità della mobilità regionale. A suo avviso la chiusura delle gallerie evidenzia la fragilità di un sistema eccessivamente dipendente dal trasporto su gomma e aggravato dalle difficoltà che da tempo interessano il collegamento ferroviario con il Piemonte e l'Alta Valle. Campotaro ha avvertito che il traffico deviato verso Aosta rischia di congestionare ulteriormente alcuni nodi già particolarmente delicati, a partire dall'area della rotatoria dell'ospedale Parini, dove si concentrano contemporaneamente il traffico ordinario, i cantieri per l'ampliamento dell'ospedale e i percorsi alternativi previsti durante la chiusura delle gallerie.
L'intervento più duro è stato quello di Marco Carrel (Autonomisti di Centro), che ha messo direttamente in discussione la capacità del presidente Renzo Testolin di guidare la Regione. Carrel ha accusato il capo dell'esecutivo di non aver affrontato adeguatamente il dossier e ha lamentato l'assenza di misure compensative per cittadini e imprese, come eventuali agevolazioni tariffarie sulla tratta autostradale interessata dalla stessa concessione del raccordo. Secondo il consigliere, le risposte sarebbero dovute arrivare mesi fa e condivise preventivamente con amministratori locali e categorie economiche.
Nel dibattito sono emerse anche posizioni critiche all'interno della maggioranza. L'assessore al Turismo, Giulio Grosjacques (foto sotto, Uv) ha sostenuto che, di fronte a un intervento ritenuto urgente per ragioni di sicurezza, né la Regione in qualità di azionista né i componenti del consiglio di amministrazione avrebbero potuto opporsi ai lavori. Ha però annunciato un approfondimento sul percorso di affidamento dell'opera, spiegando che la Regione intende esercitare con maggiore attenzione il proprio ruolo di socio di minoranza dopo aver appreso che l'incarico sarebbe stato assegnato a una società collegata.
Molto critico Corrado Jordan (Uv), che si è detto insoddisfatto della gestione dell'intera vicenda e della mancata individuazione di soluzioni alternative per limitare l'impatto sul territorio. Secondo il consigliere, i rappresentanti regionali presenti nel cda di Sav avrebbero dovuto esercitare una maggiore pressione affinché fossero valutate opzioni diverse. Jordan ha inoltre chiesto un rafforzamento degli strumenti di controllo sulle società partecipate, sostenendo che la politica non possa limitarsi a intervenire quando le decisioni sono ormai state assunte.
Anche Laurent Viérin (Uv) ha espresso forte preoccupazione per le conseguenze della chiusura delle gallerie Signayes e Cote de Sorreley, sottolineando i disagi che ricadranno sulla Coumba Freida e sui collegamenti con la Svizzera. Il consigliere ha chiesto maggiore trasparenza nei rapporti con Sav, evidenziando la necessità che la Regione faccia valere con maggiore forza i propri interessi nei confronti della concessionaria. Viérin ha inoltre criticato una gestione ritenuta troppo orientata a logiche societarie e ha auspicato un ruolo più incisivo della politica nella programmazione e nel controllo delle decisioni che incidono sul territorio valdostano.
Aurelio Marguerettaz (Uv) ha dichiarato che, dopo la vicenda della chiusura delle gallerie Sorreley e Signayes, è venuta meno la sua fiducia nella Sav. Il capogruppo unionista ha denunciato una scarsa condivisione delle decisioni, sostenendo che persino i consiglieri di amministrazione abbiano appreso dai giornali il rinvio della chiusura dal 11 al 15 del mese. Marguerettaz ha inoltre criticato il ricorso agli affidamenti in house, chiedendo un maggiore coinvolgimento delle imprese valdostane e accusando la società di privilegiare le logiche di gruppo rispetto agli interessi del territorio.




