Un pomeriggio dedicato all'incontro, alla conoscenza reciproca e alla valorizzazione delle diverse identità (in paese vivono persone che provengono da 39 Paesi diversi) che convivono sul territorio. Sabato 6 giugno il centro storico di Verrès si è trasformato in uno spazio aperto di condivisione grazie al Festival delle Culture 2026, iniziativa promossa per mettere al centro il dialogo tra comunità, tradizioni e generazioni diverse. Il Festival è stato organizzato dal Comune di Verrès in collaborazione con il Progetto Terre, finanziato dal FAMI, gestito dall’assessorato sanità salute e politiche sociali; le istituzioni scolastiche Ottavio Jacquemet e Luigi Barone; la Cittadella Bassa Valle, le associazioni e i volontari del territorio.
Dalle 15 alle 18 le vie e le piazze del borgo hanno accolto famiglie, bambini, giovani e adulti in un percorso fatto di laboratori, spettacoli e momenti di scoperta, offrendo ai partecipanti l'opportunità di avvicinarsi a culture provenienti da differenti parti del mondo. L'evento si inserisce in un progetto più ampio volto a promuovere inclusione, accoglienza e partecipazione in una realtà che da anni rappresenta uno dei contesti più multiculturali della bassa Valle.
La giornata si è aperta al Salone Bonomi con la conferenza "Sulle soglie di casa. A Verrès, incontri tra molti mondi in uno solo", un momento di riflessione dedicato ai temi dell'accoglienza, dell'integrazione e della convivenza tra culture diverse. Ospite dell'incontro è stato lo scrittore senegalese Pap Khouma, autore del libro "Io venditore di elefanti", che ha condiviso la propria esperienza personale e il proprio percorso umano e letterario. Nel corso della mattinata è stato inoltre presentato il video "La Verrès che accoglie", realizzato da Cittadella Bassa Valle e Le Mirage, attraverso le testimonianze di amministratori, insegnanti, operatori sociali, volontari e cittadini che negli anni hanno contribuito a costruire percorsi di inclusione sul territorio.
Nel pomeriggio il centro storico si è trasformato in un grande spazio partecipativo grazie ai laboratori e alle attività promosse dalle istituzioni scolastiche Ottavio Jacquemet e Luigi Barone, dal Comune e dalla Cittadella Bassa Valle. Le strade e le piazze del borgo hanno ospitato giochi, spettacoli teatrali, danze, laboratori creativi, attività artigianali e momenti di narrazione che hanno coinvolto persone di tutte le età, offrendo occasioni concrete di incontro e conoscenza reciproca attraverso il linguaggio universale della musica, dell'arte e della condivisione.
La manifestazione è poi proseguita in serata con l'esibizione del Coro Alialì in piazza Chanoux, seguita dalla cena condivisa all'Espace Loisir, organizzata nell'ambito della tradizionale "Festa di tutti" dell'Istituzione scolastica Ottavio Jacquemet. Un appuntamento che da oltre vent'anni riunisce studenti, famiglie e comunità di diverse provenienze in un momento conviviale dedicato alla valorizzazione delle differenze e al rafforzamento del senso di appartenenza. A chiudere il Festival è stato il concerto "Sotto lo stesso cielo - Concerto delle culture", che ha visto alternarsi sul palco Tamtando, Boj, Massimo 35 e Philippe Milleret, regalando al pubblico un viaggio musicale tra sonorità, tradizioni e linguaggi provenienti da diversi angoli del mondo.
Il Festival delle Culture ha inoltre offerto numerosi spazi di confronto e dialogo, permettendo ai partecipanti di condividere racconti, usanze e percorsi di vita in un clima di reciproco rispetto e curiosità. Un'iniziativa che ha confermato come la diversità culturale possa trasformarsi in una risorsa per la crescita della comunità e per il rafforzamento del senso di appartenenza al territorio.
Per un pomeriggio, Verrès è diventata così una piccola capitale dell'incontro tra i popoli, dimostrando come la conoscenza reciproca rappresenti uno degli strumenti più efficaci per costruire relazioni, superare stereotipi e valorizzare le differenze che arricchiscono il tessuto sociale locale.




