Costruire una sinistra valdostana più unita, credibile e competitiva per proporsi come alternativa agli attuali equilibri politici regionali. È questo l'obiettivo delineato da Alleanza Verdi e Sinistra-Avs Valle d'Aosta nel nuovo documento-manifesto nel quale il Movimento richiama tutte le forze progressiste a un percorso comune fondato su contenuti, studio e visione politica.
Secondo Avs, la Valle d'Aosta vive una situazione paradossale: nonostante le importanti risorse e le prerogative garantite dall'Autonomia speciale, la Regione sarebbe oggi "ostaggio del malgoverno", con una politica concentrata prevalentemente sulla gestione del potere e delle cariche istituzionali piuttosto che sulla programmazione del futuro.
Nel documento vengono rivolte critiche sia alle forze di centrodestra sia all'area autonomista. La destra regionale – Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia – viene accusata di "inconsistenza programmatica" e di non rappresentare un'alternativa credibile agli occhi dei cittadini. Allo stesso tempo, l'Union Valdôtaine e i suoi alleati centristi vengono descritti come soggetti politici guidati da logiche opportunistiche, capaci di raccogliere consenso e gestire il potere ma privi di una visione strategica per il futuro della regione.
Per Avs la risposta a questo scenario deve essere una "svolta ideale, culturale e programmatica", capace di costruire un polo alternativo agli schieramenti esistenti. Un percorso che, secondo il Movimento, richiede una sinistra unita, distante dalle vecchie logiche politiche e forte di proposte concrete.
Alleanza Verdi e Sinistra rivendica già oggi il ruolo di contenitore delle diverse sensibilità della sinistra e dell'ambientalismo valdostano e annuncia l'intenzione di ampliare ulteriormente il perimetro dell'alleanza coinvolgendo associazioni, movimenti e cittadini.
Nel manifesto si sottolinea inoltre l'esistenza di un "popolo della sinistra" composto da migliaia di valdostani che trovano espressione nell'attività sindacale, associativa e nell'impegno civile. Avs richiama anche il recente referendum sulla magistratura, nel quale la vittoria del No avrebbe mostrato una significativa distanza tra l'orientamento degli elettori valdostani e le indicazioni espresse sia dal centrodestra sia dall'area unionista.
Quattro, secondo il Movimento, i pilastri necessari per costruire un'alternativa di governo: "Coraggio politico, studio rigoroso, contenuti qualificanti e unità indistruttibile". Da qui l'appello finale a superare divisioni, personalismi e steccati ideologici per dare una casa comune a tutte le realtà che chiedono un rinnovamento della politica valdostana. "Si può fare, si può unire, si può vincere", conclude il documento.




