La Valle d'Aosta si è proposta come ponte naturale tra Italia e Francia in occasione della terza riunione del Comitato di Cooperazione Frontaliera Italia-Francia, ospitata ieri al Forte di Bard e co-presieduta dal ministro degli Affari esteri italiano, Antonio Tajani e dal ministro francese per l'Europa e gli Affari esteri, Jean-Noël Barrot.
L'incontro, dedicato al rafforzamento delle relazioni tra i due Paesi e alla cooperazione tra le comunità di confine, ha visto il presidente della Giunta, Renzo Testolin, ribadire la centralità delle infrastrutture transfrontaliere e, in particolare, del Traforo del Monte Bianco.
"È necessario che il Traforo del Monte Bianco rimanga aperto durante tutto l'anno, per una necessità non soltanto economica, ma anche sociale e culturale", ha affermato Testolin, richiamando il ruolo strategico delle vie di comunicazione per favorire integrazione, sviluppo e relazioni quotidiane tra i territori confinanti.
Nel suo intervento il presidente ha inoltre sottolineato l'impegno della Regione nella tutela e nella promozione del bilinguismo. Tra le iniziative ricordate figurano il sostegno regionale alle certificazioni linguistiche Delf e Dalf per gli studenti delle scuole superiori e la volontà di partecipare direttamente all'Organisation Internationale de la Francophonie, organismo che promuove la cooperazione tra i Paesi francofoni. Testolin ha anche confermato il proseguimento dei contatti con France Télevisions per riportare a breve la ritrasmissione dei canali dell'emittente francese sul territorio valdostano.
Il presidente ha infine ringraziato i due ministri per l'attenzione riservata ai principi del Trattato del Quirinale, definito uno strumento fondamentale per rafforzare la cooperazione istituzionale tra Roma e Parigi.
I tavoli tecnici e il ruolo del bilinguismo
La giornata era iniziata con una serie di tavoli tecnici che hanno coinvolto parlamentari, rappresentanti regionali, amministratori locali e dirigenti delle aree di frontiera italo-francesi. Ad aprire i lavori è stato l'assessore regionale all'Istruzione e Cultura, Erik Lavevaz (foto sotto), che ha evidenziato come il bilinguismo rappresenti uno dei principali strumenti di integrazione e sviluppo della comunità valdostana.
Intervenendo nella sessione dedicata ai giovani e alla cooperazione transfrontaliera, Lavevaz ha sottolineato la necessità di rendere il francese sempre più presente nella vita quotidiana dei valdostani, non soltanto nel contesto scolastico. In questa direzione si inseriscono sia il progetto di collaborazione con France Télévisions sia gli scambi culturali con diverse realtà francofone, spesso rivolti alle nuove generazioni.
Nel suo intervento l'assessore ha inoltre richiamato l'attenzione su alcuni ostacoli normativi che, a suo giudizio, rischiano di frenare la cooperazione tra enti locali italiani e francesi. Il riferimento è alla legge 131 del 2003, nota come "legge La Loggia", che prevede la comunicazione preventiva al Ministero degli Esteri e alla Presidenza del Consiglio delle attività internazionali promosse da Regioni e Comuni.
Secondo Lavevaz, una revisione di queste procedure potrebbe rientrare tra gli interventi previsti dal Trattato del Quirinale per favorire una più efficace cooperazione transfrontaliera, conciliando le prerogative dello Stato in materia di politica estera con le esigenze concrete dei territori di confine.