Cronaca - 04 giugno 2026, 12:59

Rifiuti, maxi inchiesta dei carabinieri tra Courmayeur e Morgex, 24 indagati per reati ambientali

Stoccaggio illecito di rifiuti e falsificazione di formulari tra le ipotesi contestate. L'indagine del Reparto operativo di Aosta e della Stazione di Courmayeur riguarda la gestione di rifiuti speciali inerti e altri materiali; accertamenti su un'area abusiva di stoccaggio e sui successivi conferimenti in un impianto di recupero a Morgex

Il Comando Gruppo carabinieri di Aosta

Il Comando Gruppo carabinieri di Aosta

Un'inchiesta condotta dai carabinieri del Reparto operativo di Aosta e della Stazione di Courmayeur, coordinata dalla Procura della Repubblica di Aosta, ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 24 persone, a vario titolo, nell'ambito di un'indagine che ruota attorno alla gestione e al trattamento di rifiuti speciali inerti nella Valdigne.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, al centro dell'inchiesta vi sarebbe l'utilizzo di un terreno situato lungo strada Larzey, in località Entrèves di Courmayeur, sulla direttrice di accesso alla Val Ferret, dove per circa due anni sarebbero stati depositati e stoccati rifiuti speciali inerti insieme ad altre tipologie di materiali. Gli investigatori ipotizzano che l'area fosse utilizzata sa parte di imprenditori locali ma anche da residenti come deposito non autorizzato per il conferimento e la gestione dei rifiuti speciali e di altri comunque provenienti da attività edilizie.

L'attività investigativa, sviluppata per diversi mesi attraverso monitoraggi, controlli e servizi di osservazione e pedinamento, avrebbe inoltre consentito di ricostruire il successivo trasferimento di parte dei materiali verso un impianto autorizzato al recupero di rifiuti speciali inerti situato in località Feisoulles, nel comune di Morgex, riconducibile a uno degli imprenditori coinvolti nell'inchiesta.

Tra le contestazioni formulate dagli inquirenti figurerebbero presunte violazioni della normativa ambientale in materia di gestione e stoccaggio dei rifiuti. Il quadro indiziario comprenderebbe inoltre la possibile falsificazione dei formulari di identificazione dei rifiuti (FIR), documenti obbligatori che accompagnano il trasporto dei materiali e ne attestano provenienza e destinazione.

Nell'ambito dell'indagine il gip ha disposto il sequestro preventivo dell'area ritenuta adibita a discarica abusiva, estesa per circa 100 metri quadrati, nonché di due mezzi nella disponibilità dell'impresa titolare del deposito, un autocarro e un escavatore.

Gli accertamenti svolti dai carabinieri avrebbero inoltre consentito di individuare sette imprese edili ritenute utilizzatrici del deposito contestato. Tra queste figura anche una società con sede legale a Busto Arsizio, in provincia di Varese. Al momento non risultano adottati provvedimenti cautelari personali.

pa.ga.

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