L'Azienda Usl della Valle d'Aosta ha attivato un tavolo tecnico interno per monitorare l'evoluzione del focolaio di Ebola da virus Bundibugyo segnalato in Uganda e nella Repubblica Democratica del Congo e per garantire l'applicazione delle disposizioni emanate dal ministero della Salute.
L'iniziativa segue l'ordinanza ministeriale del 29 maggio scorso e la relativa circolare che definisce le procedure operative e le misure di sorveglianza sanitaria da adottare sul territorio nazionale.
Secondo le indicazioni delle autorità sanitarie nazionali e i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità, il rischio di infezione in Italia è attualmente considerato basso. Le misure adottate, sottolinea l'Usl, rispondono a criteri di massima precauzione e prevenzione.
Il gruppo di coordinamento è composto dal direttore sanitario dell'Azienda Usl, Mauro Occhi; dal responsabile del Sistema di emergenza territoriale 118, Luca Cavoretto; dal direttore della Struttura complessa di Pronto soccorso, Stefano Podio e dalla direttrice della Struttura complessa di Malattie infettive, Silvia Magnani.
Il tavolo avrà il compito di coordinare le attività di prevenzione, sorveglianza e informazione, oltre a gestire eventuali segnalazioni, mantenendo un collegamento costante con il Ministero della Salute, la Protezione civile e gli altri organismi coinvolti nella rete di monitoraggio. Cavoretto è stato individuato come referente per i rapporti con la Protezione civile e con le istituzioni regionali, mentre la Struttura di Malattie infettive sarà il punto di riferimento clinico e consulenziale per tutti gli aspetti sanitari legati alla gestione della patologia.
Per fornire informazioni ai cittadini e ai viaggiatori provenienti dalle aree interessate dal focolaio, l'Usl ha inoltre attivato una casella di posta elettronica dedicata: segr-amb-malinf@ausl.vda.it.
L'Azienda sanitaria ricorda che, in applicazione delle disposizioni ministeriali, tutte le persone che abbiano soggiornato nei 21 giorni precedenti in Uganda o nella Repubblica Democratica del Congo e facciano ingresso in Italia devono effettuare un'autosegnalazione all'autorità sanitaria competente entro 24 ore dall'arrivo, anche in assenza di sintomi.
"La stessa localizzazione dei focolai segnalati, posti a centinaia di chilometri di distanza dagli aeroporti, rende altamente improbabile la possibilità di trasmissione al di fuori dei confini nazionali della Repubblica Democratica del Congo e dell'Uganda", spiega il direttore sanitario Mauro Occhi. "Tuttavia adempiamo a quanto prescritto in via prudenziale dal Ministero".
L'assessorato regionale alla Sanità e l'Azienda Usl invitano infine la popolazione a fare riferimento esclusivamente alle informazioni diffuse attraverso i canali istituzionali, evitando la diffusione di notizie non verificate che potrebbero generare allarmismi ingiustificati.




