Tra migliaia di pagine di atti, intercettazioni, contestazioni e movimentazioni di denaro, c'è un riferimento che ricorre con particolare frequenza nell'inchiesta delle Fiamme Gialle che ha acceso nuovamente i riflettori sul Casinò de la Vallée, ed è quello alla 'cassa 44'.
Secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe proprio attraverso quella postazione operativa interna e riservata a clienti 'importanti' che si sarebbero concretizzate numerose operazioni finite oggi al centro delle contestazioni formulate nei confronti di dipendenti della casa da gioco e di alcuni clienti. È alla 'cassa 44' che, secondo quanto emerge dagli atti della Procura di Torino, si concentrerebbe una parte significativa delle operazioni superiori ai 5.000 in contanti finite sotto la lente degli investigatori nell’ambito dell’indagine che ipotizza un articolato sistema di violazioni delle norme antiriciclaggio, corruzione e fatturazioni tarocche.
Tra gli episodi che gli investigatori ritengono più significativi compare un’operazione contestata tra il 13 e il 17 settembre 2024. Secondo la Procura, attraverso il meccanismo oggetto dell’indagine sarebbero state movimentate fiches per un valore complessivo superiore ai 600 mila euro, consentendo successivamente l’emissione di bonifici formalmente riconducibili a vincite di gioco per centinaia di migliaia di euro.
Più che una semplice postazione interna alla Casa da gioco, la 'cassa 44' sembra assumere nelle carte giudiziarie il ruolo di vero e proprio crocevia operativo. Gli inquirenti la indicano infatti come uno dei punti attraverso i quali sarebbero transitate le movimentazioni contestate; consegne di denaro contante in cifre a quattro zeri, attribuzione di fiches, successiva restituzione sotto forma di vincite apparentemente regolari e bonifici formalmente riconducibili all’attività di gioco.
La ricostruzione della Procura è dettagliata e scandita da tanti episodi contestati; le somme indicate negli atti sono rilevanti, si passa da operazioni da 10 mila o 15 mila euro fino a movimentazioni che raggiungono e superano i 200 mila euro, mentre in alcuni casi vengono contestati scambi per oltre mezzo milione di euro complessivi.
Secondo l’accusa, il meccanismo sarebbe stato sempre sostanzialmente identico. Alcuni clienti avrebbero consegnato denaro contante ottenendo in cambio fiches della casa da gioco. Le fiches sarebbero poi state riconsegnate alle casse del Casinò consentendo l’emissione di bonifici o accrediti formalmente qualificati come vincite. In questo modo il denaro avrebbe acquisito un’apparenza di lecita provenienza.
Proprio per questo gli investigatori dedicano particolare attenzione alle postazioni operative coinvolte nelle procedure di cambio e validazione. Tra queste compare ripetutamente la 'cassa 44', richiamata in più passaggi dell’attività investigativa e considerata uno dei luoghi chiave per ricostruire tempi, modalità e protagonisti delle operazioni contestate.
Piuttosto che concentrare la propria attenzione su singoli episodi, gli investigatori hanno cercato di verificare l’esistenza di un metodo consolidato. Un sistema che, secondo la Procura, avrebbe consentito di trasformare ingenti quantità di denaro contante ingiustificato in somme formalmente giustificate come vincite ottenute ai tavoli della Casa da gioco. Gli importi attribuiti alle operazioni ritenute sospette si susseguono con una frequenza che rappresenta uno degli aspetti maggiormente evidenziati dagli inquirenti ed è proprio in questo quadro che la 'cassa 44' riservata ai clienti 'speciali' assume un valore che va oltre quello di una semplice indicazione logistica.




