“Le preoccupazioni che avevamo sollevato fin dall’inizio della legislatura si sono rivelate fondate”. Con queste parole Lega Vallée d’Aoste e Renaissance Valdôtaine commentano la decisione del Tribunale di Torino di disporre l’amministrazione giudiziaria del Casinò di Saint-Vincent nell’ambito dell’inchiesta sul presunto sistema di riciclaggio legato alla casa da gioco.
In una nota congiunta i due Movimenti ricordano come già dopo il sequestro di cinque milioni di euro e l’iscrizione nel registro degli indagati di una trentina di persone, avvenuti nel dicembre scorso, avessero sollevato dubbi sulla gestione del Casinò e sui controlli antiriciclaggio.
Vengono richiamate in particolare le iniziative portate in Consiglio Valle dal consigliere Corrado Bellora: dal question time del 15 dicembre 2025 sulle dichiarazioni dell’amministratore unico Rodolfo Buat riguardo alla costituzione di parte civile della società, fino alle successive interpellanze sul ruolo dei porteurs e sulle modalità di assunzione del personale attraverso il contestato sistema “porta un amico”.
Secondo Lega e Renaissance, il provvedimento disposto dal Tribunale “chiude il cerchio” e rappresenta “un fatto di straordinaria gravità istituzionale”, sottolineando come si tratti della prima amministrazione giudiziaria mai applicata in Italia a una casa da gioco.
I due movimenti chiedono ora che il presidente della Giunta, Renzo Testolin, riferisca in Consiglio Valle “sullo stato delle indagini, sulle decisioni che intende assumere per tutelare l’interesse pubblico e sulle garanzie occupazionali per i lavoratori del Casinò (...) La Valle d’Aosta merita risposte chiare, non un altro rinvio”.




