Sala gremita - circa 200 persone - oltre i migliori auspici dei vertici del Movimento, presenza attenta e partecipe delle forze politiche di maggioranza e minoranza (tutti i rappresentanti sono intervenuti sul palco), applausi convinti a ogni intervento 'pepato' del segretario politico, Aldo Di Marco (che con la presidente uscente, Cristina Camandona, ha guidato e guida la formazione autonomista) e di Marco Carrel. Questa in sintesi, negli occhi di chi vi ha assistito, la 'giornata' del congresso di Pour l'Autonomie-PlA oggi alla Grand Place di Pollein. Poi c'è la sintesi politica, tutta nelle mani del leader di PlA, il consigliere regionale e già assessore all'Agricoltura Marco Carrel da Valtournenche, co-fondatore del Movimento insieme a Di Marco e al 'lider maximo' Augusto Rollandin e da oggi eletto anche Presidente di PlA.
Nel suo intervento al congresso, Carrel ha rilanciato l’identità autonomista di Pour l'Autonomie con toni fortemente politici e simbolici, rivendicando la crescita del Movimento nato nel 2020 e attaccando apertamente gli avversari interni al mondo autonomista.
Il filo conduttore del discorso è sintetizzato in una frase, "ci hanno sepolti ma non sapevano che siamo semi che sono germogliati", utilizzata da Carrel per descrivere il percorso di Pour l’Autonomie dopo le difficoltà politiche degli ultimi anni. Un’immagine ripresa più volte durante l’intervento per sottolineare la volontà del movimento di ripartire “con radici solide” e con una nuova fase definita “Printemps Valdôtain”.
Carrel ha denunciato quello che considera il tentativo di isolare PlA e di escluderlo dal confronto politico, accusando parte della maggioranza regionale di avere privilegiato “giochi di potere” e “manovre contro qualcuno” invece di lavorare “per l’interesse dei valdostani”; "Mai ci legheremo", quindi, "con chi si è rivelato nemico dell'Autonomia e quindi del popolo valdostano". Nel mirino anche l’attuale Giunta regionale, definita fragile e troppo concentrata su vicende giudiziarie e difese personali (il riferimento al 'caso Testolin' è solo uno dei tanti).
Sul piano politico, il leader di Pour l’Autonomie ha aperto al dialogo “con tutti”, in vista delle future elezioni politiche, ma ha fissato alcuni paletti molto netti. Tra questi, il richiamo esplicito alla figura di Augusto Rollandin, indicato come riferimento imprescindibile del Movimento: "Nessun accordo con chi lo ha tradito, ne ha tradito i valori o li ha dimenticati", è stato il messaggio politico lanciato da Carrel ai congressisti, accompagnato dall’omaggio finale all’ex presidente della Giunta, definito “il nostro Presidente e il leader indiscusso di Pour l'Autonomie".
Nel discorso non sono mancati riferimenti identitari alla montagna e alla tradizione valdostana. Carrel ha rivendicato la compattezza del movimento affermando che "noi conosciamo bene i sentieri di montagna ardui e faticosi e non siamo gli alpinisti che tagliano la corda ai compagni in difficoltà", frase utilizzata per marcare la differenza rispetto a chi avrebbe invece abbandonato alleati e valori autonomisti lungo il percorso politico per guadagnarsi una poltrona.
Accanto agli attacchi politici, Carrel ha rilanciato alcuni temi concreti, quali la riforma degli enti locali, la gestione delle risorse idriche, gli investimenti sul territorio, il problema demografico, la programmazione dell’edilizia scolastica e la necessità di ripensare l’autonomia valdostana in modo “pragmatico e responsabile”. come recita il tema del congresso. Un’autonomia che, secondo il vertice di Pour l’Autonomie, deve tornare ad essere “dinamica”, meno legata agli equilibri di palazzo e più vicina ai territori e ai cittadini. Un intervento che segna l’apertura della lunga campagna autonomista verso le elezioni Politiche, con Marco Carrel deciso a riportare Pour l’Autonomie al centro dello scenario valdostano nel nome dell’eredità politica di Augusto Rollandin.










