Politica - 20 maggio 2026, 13:28

Limite mandati; Aggravi respinge le accuse, "nessun documento occultato'

Per Aurelio Marguerettaz 'l'interpretazione della legge era abbastanza chiara anche se si prestava a valutazioni differenti'

Limite mandati; Aggravi respinge le accuse, "nessun documento occultato'

Il 'giallo' della nota interna del Consiglio Valle sul limite dei mandati 'svelata' dal giornalista Enrico Martinet de 'La Stampa' torna ad accendere il confronto politico in Aula. Secondo il presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi, non vi sarebbe stato alcun tentativo di occultamento del documento che già nel novembre 2024 metteva in dubbio l’eleggibilità di Renzo Testolin e del vicepresidente Luigi Bertschy alle cariche esecutive.

Aprendo la seduta odierna del Consiglio Valle, Aggravi ha respinto con fermezza le accuse circolate negli ultimi giorni: "Non si tratta di alcun 'documento dolosamente occultato', come da qualcuno evocato". Un’espressione che, secondo il Presidente dell’Assemblea, attribuisce "intenzioni e comportamenti molto gravi, del tutto privi di fondamento» e rischia di superare «i limiti di una corretta dialettica politica e istituzionale".

Aggravi ha quindi ricostruito l’iter della vicenda spiegando che la nota redatta dagli uffici del Consiglio e allegata a una comunicazione del 18 novembre 2024 non rappresentava un parere definitivo, bensì "una prima lettura della disposizione", predisposta in vista della successiva richiesta di un parere 'pro veritate'a un costituzionalista esterno, parere poi effettivamente affidato al professor Nicola Lupo.

Le spiegazioni del presidente del Consiglio non hanno però placato le opposizioni. Per il consigliere Fulvio Centoz del Pd-Federalisti Progressisti VdA, quella in corso è una vicenda "tutta politica" e non giuridica o amministrativa. Centoz ha ribadito la necessità che "qualcuno debba fare un passo indietro per il bene della Valle d’Aosta e di questa Assemblea".

Dal fronte della Lega Vallée d’Aoste, il capogruppo Andrea Manfrin ha ricordato come il suo gruppo si sia sempre opposto alla richiesta di pareri esterni sulla norma: "Ritenevamo inutile spendere soldi dei cittadini per interpretare una legge già chiara".

Critico anche il capogruppo di Fratelli d’Italia Alberto Zucchi, secondo il quale il parere del professor Lupo, richiesto dall’Ufficio di Presidenza nella scorsa legislatura e predisposto in pochi giorni prima dell’elezione dell’attuale Giunta, sarebbe stato l’unico documento trasmesso e considerato come interpretazione prevalente della norma. "Era indispensabile e doveroso – ha detto – che tutti i consiglieri fossero messi a conoscenza dell’esistenza del parere delle tre massime dirigenti del Consiglio".

Sulla stessa linea Chiara Minelli di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha parlato di una nota 'tenuta nascosta' ai consiglieri. "Con il parere chiaro delle tre dirigenti del Consiglio e con quello del professor Morrone, che giungevano alle stesse conclusioni, già all’inizio del 2025 il presidente e il vicepresidente avevano tutti gli elementi per scegliere; rinunciare alla Giunta nella prossima legislatura oppure modificare la legge sui mandati".

Anche Marco Carrel, (AdC), ha criticato il comportamento dell’Ufficio di Presidenza della scorsa legislatura: "Non ha voluto affrontare la questione, nonostante la presenza di una nota chiara redatta dagli uffici del Consiglio. Mettere i dossier che scottano in biblioteca aspettando che si risolvano da soli è un metodo di lavoro che ci stiamo trascinando dalla passata legislatura".

Nel dibattito è intervenuto anche Aurelio Marguerettaz, che ha invitato la politica valdostana ad abbassare i toni e ad affrontare la vicenda con maggiore responsabilità istituzionale, evidenziando il rischio di una lunga paralisi politica in attesa delle decisioni definitive della magistratura. "L'interpretazione letterale della legge era abbastanza chiara - ha detto Marguerettaz, che è capogruppo dell'Union Valdôtaine e componente dell'Ufficio di Presidenza della passata legislatura - tuttavia all'interno del dibattito dell'Ufficio di Presidenza era stata evidenziata la possibilità di interpretazioni differenti".

pa.ga.

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