Il Consiglio Valle ha espresso all’unanimità parere favorevole sullo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale in materia di concessioni di derivazione d’acqua. Il testo sarà ora trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva del decreto legislativo.
La norma rafforza le competenze della Regione nella gestione delle concessioni e subconcessioni idriche, attribuendo alla Valle d’Aosta la disciplina delle modalità di assegnazione, della durata, dei canoni e delle valutazioni ambientali e paesaggistiche.
Particolare attenzione è dedicata alle grandi derivazioni idroelettriche: entro dodici mesi la Regione dovrà approvare una legge specifica per definire procedure e criteri di assegnazione delle concessioni, che potranno durare fino a 40 anni, prorogabili di altri 10.
Tra le modalità previste figurano gare pubbliche, partenariati pubblico-privati, società miste e anche affidamenti “in house” a società totalmente pubbliche, nel rispetto delle norme europee.
Illustrando il provvedimento, il presidente della Giunta, Renzo Testolin, ha parlato di "un modello di Autonomia regionale più chiaro e responsabile nella gestione delle risorse idriche".
Nel dibattito in Aula, tutte le forze politiche hanno espresso voto favorevole, pur con sensibilità differenti sulle future modalità di riassegnazione delle concessioni idroelettriche e sul ruolo di CVA.
Molti consiglieri hanno sottolineato la necessità di evitare contenziosi europei e di garantire che la gestione dell’acqua, definita da più parti "il petrolio della Valle d’Aosta", continui a produrre benefici economici per il territorio e per la comunità valdostana. Il confronto politico si sposterà ora sulla futura legge regionale, considerata strategica per il futuro energetico ed economico della regione in vista della scadenza delle concessioni prevista nel 2029.




