Dopo oltre due ore e mezza di confronto tecnico con i sindaci del territorio, questa mattina a Palazzo regionale i vertici Sav e del gruppo Protos incaricato dei lavori hanno confermato che non esistono alternative praticabili alla chiusura totale per circa un anno delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes. La decisione, supportata da oltre 70 pagine di analisi tecniche, è stata illustrata nel corso dell’incontro con gli amministratori locali. Dal seguente incontro con i consiglieri regionali, è emerso che la Presidenza della Giunta era a conoscenza della decisione già da settembre 2025, quando la risultanza dall'analisi dei dati tecnici e la seguente decisione di chiudere le gallerie per un anno erano pervenute ufficialmente in Regione, anche se le prime informazioni erano giunte a Palazzo regionale nel dicembre 2024.
Alla base della scelta vi sono soprattutto ragioni di sicurezza; secondo i tecnici, non sarebbe possibile garantire condizioni adeguate mantenendo aperta nemmeno una corsia durante i lavori. Confermato quindi, salvo cambiamenti dell’ultima ora, l’avvio della chiusura dall’11 giugno. L’intervento durerà circa 370 giorni, con l’obiettivo dichiarato di completare il cantiere entro Pasqua 2027 e comunque entro il limite normativo del 30 giugno 2027.
Il sindaco di Aosta Raffaele Rocco ha spiegato che ai Comuni sono state illustrate nel dettaglio le motivazioni tecniche e normative che impediscono soluzioni diverse. “Non possiamo che prendere atto di questa scelta”, ha detto Rocco, sottolineando però le forti preoccupazioni per le ricadute economiche e viabilistiche sul territorio. Turismo, trasporti e mobilità quotidiana rischiano infatti pesanti conseguenze, motivo per cui è stato chiesto un nuovo confronto nell’ambito del Comitato viabilità per definire la gestione dei flussi di traffico.
I sindaci dovranno ora organizzare in tempi strettissimi misure alternative per consentire gli spostamenti tra le vallate e verso Aosta, oltre a garantire il transito dei turisti diretti all’autostrada. Non manca il rammarico per il mancato coinvolgimento preventivo degli enti locali. Il presidente dell’Unité Mont-Émilius Fabrizio Bertholin ha evidenziato come i Comuni avrebbero potuto essere informati almeno informalmente prima di arrivare a una decisione così impattante.
Anche il presidente dell’Unité Grand-Combin, Gabriel Diémoz ha richiamato l’attenzione sulla necessità di monitorare attentamente le conseguenze della chiusura sui territori, in particolare per quanto riguarda traffico, mobilità dei residenti e trasporti.




