Dopo le polemiche esplose in seguito alla pubblicazione delle notizie sul documento interno della Regione relativo all’interpretazione della norma sul limite dei mandati per il presidente della Giunta e per gli assessori, interviene il presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi, che respinge le accuse di un presunto occultamento degli atti.
"Nessun documento è stato 'dolosamente occultato'", precisa Aggravi in una nota, sottolineando inoltre che la vicenda "non riguarda l’attuale Ufficio di Presidenza".
Secondo la ricostruzione fornita dal presidente dell’Assemblea regionale, nell’ottobre 2024 — anche a seguito della richiesta avanzata dalle due consigliere dell’allora gruppo Pcp Erika Guichardaz e Chiara Minelli - i dirigenti competenti avevano rappresentato all’Ufficio di Presidenza guidato da Alberto Bertin la necessità di acquisire un parere legale esterno 'pro veritate', vista la complessità della questione.
Aggravi chiarisce che la nota degli uffici oggi al centro del dibattito "non era finalizzata a esprimere un parere definitivo", ma rappresentava un passaggio preliminare finalizzato proprio alla richiesta di un approfondimento tecnico indipendente.
Nella nota viene ricordato che già nell’autunno 2024 diversi organi di informazione avevano parlato della possibile esistenza di interpretazioni contrastanti sulla norma relativa al limite dei mandati in Giunta. Per questo motivo gli uffici del Consiglio Valle avrebbero chiesto all’allora Ufficio di Presidenza di rivolgersi a un costituzionalista esterno per verificare «se fossero ipotizzabili interpretazioni diverse» rispetto a quelle formulate internamente.
L’Ufficio di Presidenza allora in carica, spiega ancora Aggravi, avrebbe però deciso di non procedere in quella fase con un incarico esterno, ritenendo che si trattasse di "mere ipotesi non ancora verificatesi".
La situazione sarebbe cambiata nell’ottobre 2025, dopo le elezioni regionali e con il concretizzarsi del nodo politico-istituzionale relativo ai mandati di Renzo Testolin e Luigi Bertschy. A quel punto, il precedente Ufficio di Presidenza avrebbe accolto la richiesta degli uffici di acquisire un parere 'pro veritate', poi affidato al professor Lupo.
"L’obiettivo era chiarire l’interpretazione della norma relativa al limite dei mandati in Giunta — evidenzia Aggravi — tenuto conto dell’esistenza di interpretazioni formulate da autorevoli costituzionalisti". Il presidente del Consiglio Valle sottolinea infine che sugli atti politici, come l’elezione del presidente della Giunta e del Gouvernement stesso, gli uffici non esprimono un vero e proprio visto di legittimità. Per questo motivo, conclude, si voleva mettere a disposizione della politica "tutti gli elementi necessari per assumere una decisione consapevole".