L’iniziativa si è inserita nel più ampio progetto promosso dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, che ha coinvolto 76 atenei italiani e oltre 15 mila persone attraverso incontri, dibattiti e proiezioni dedicati alla memoria del ricercatore friulano ucciso in Egitto nel 2016.
Ad aprire il pomeriggio sono stati i saluti istituzionali della rettrice dell’UniVdA, Manuela Ceretta e del presidente della Giunta, Renzo Testolin. Nel corso dell’incontro è stata più volte sottolineata la necessità di difendere la libertà della ricerca e dell’informazione in un contesto internazionale segnato da crescenti pressioni, disinformazione e polarizzazione del dibattito pubblico.
La tavola rotonda ha visto gli interventi della stessa Elena Cattaneo, del giornalista e inviato de La Stampa Domenico Quirico, della presidente della Società italiana di scienza politica Franca Roncarolo e del docente universitario Patrik Vesan, che ha moderato il confronto.
Uno dei momenti più significativi dell’incontro è stato l’ingresso in sala della bandiera gialla 'Verità per Giulio Regeni', simbolo di una battaglia che continua a interrogare il mondo accademico e l’opinione pubblica italiana. Nel suo intervento, Vesan ha invitato a non restare in silenzio di fronte alle minacce contro la libertà di studio e di ricerca, ricordando come la vicenda Regeni riguardi da vicino chiunque scelga di interrogare la realtà con spirito critico.
Elena Cattaneo ha invece spiegato le ragioni che l’hanno spinta a promuovere il progetto nazionale, evidenziando come la storia di Giulio Regeni rappresenti quella di “un ricercatore che potrebbe essere uno di noi”. La senatrice ha invitato i partecipanti a trasformare l’emozione e l’indignazione in partecipazione concreta, difendendo gli spazi pubblici di confronto e la libertà della conoscenza.
Sul fronte dell’informazione, Domenico Quirico ha richiamato il ruolo del giornalismo nel raccontare le persone e i loro destini, mettendo in guardia dal rischio che le democrazie si indeboliscano quando vengono meno i pilastri della libertà di stampa e della ricerca indipendente.
Nel corso del pomeriggio è stato inoltre proiettato il documentario 'Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”' prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni e diretto da Simone Manetti. Il film ripercorre la vicenda del giovane ricercatore italiano, tra testimonianze, ricostruzioni e riflessioni sul rapporto tra verità, diritti umani e ricerca accademica.
L’evento è stato organizzato con il patrocinio di Long Neck Doc ETS, Longitudes, Frontdoc – Festival internazionale del cinema di frontiera e dell’Ordine dei giornalisti della Valle d’Aosta.