Attualità - 14 maggio 2026, 07:22

'Verità e libertà sotto pressione'; all’UniVdA il ricordo di Giulio Regeni tra ricerca, giornalismo e diritti

'Verità e libertà sotto pressione'; all’UniVdA il ricordo di Giulio Regeni tra ricerca, giornalismo e diritti

A dieci anni dall'orribile morte del ricercatore italiano. anche l’Università della Valle d’Aosta ha aderito al progetto nazionale 'Le Università per Giulio Regeni', promuovendo al polo universitario aostano una giornata di riflessione dedicata alla libertà di ricerca, di stampa e di espressione. L’incontro, dal titolo 'Libertà sotto pressione? Stampa e ricerca tra minacce e resistenze', ha richiamato studenti, docenti, giornalisti e cittadini in un confronto che ha intrecciato il mondo accademico, quello dell’informazione e il tema dei diritti civili.

L’iniziativa si è inserita nel più ampio progetto promosso dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, che ha coinvolto 76 atenei italiani e oltre 15 mila persone attraverso incontri, dibattiti e proiezioni dedicati alla memoria del ricercatore friulano ucciso in Egitto nel 2016.

Ad aprire il pomeriggio sono stati i saluti istituzionali della rettrice dell’UniVdA, Manuela Ceretta e del presidente della Giunta, Renzo Testolin. Nel corso dell’incontro è stata più volte sottolineata la necessità di difendere la libertà della ricerca e dell’informazione in un contesto internazionale segnato da crescenti pressioni, disinformazione e polarizzazione del dibattito pubblico.

La tavola rotonda ha visto gli interventi della stessa Elena Cattaneo, del giornalista e inviato de La Stampa Domenico Quirico, della presidente della Società italiana di scienza politica Franca Roncarolo e del docente universitario Patrik Vesan, che ha moderato il confronto.

Uno dei momenti più significativi dell’incontro è stato l’ingresso in sala della bandiera gialla 'Verità per Giulio Regeni', simbolo di una battaglia che continua a interrogare il mondo accademico e l’opinione pubblica italiana. Nel suo intervento, Vesan ha invitato a non restare in silenzio di fronte alle minacce contro la libertà di studio e di ricerca, ricordando come la vicenda Regeni riguardi da vicino chiunque scelga di interrogare la realtà con spirito critico.

Elena Cattaneo ha invece spiegato le ragioni che l’hanno spinta a promuovere il progetto nazionale, evidenziando come la storia di Giulio Regeni rappresenti quella di “un ricercatore che potrebbe essere uno di noi”. La senatrice ha invitato i partecipanti a trasformare l’emozione e l’indignazione in partecipazione concreta, difendendo gli spazi pubblici di confronto e la libertà della conoscenza.

Sul fronte dell’informazione, Domenico Quirico ha richiamato il ruolo del giornalismo nel raccontare le persone e i loro destini, mettendo in guardia dal rischio che le democrazie si indeboliscano quando vengono meno i pilastri della libertà di stampa e della ricerca indipendente.

Nel corso del pomeriggio è stato inoltre proiettato il documentario 'Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”' prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni e diretto da Simone Manetti. Il film ripercorre la vicenda del giovane ricercatore italiano, tra testimonianze, ricostruzioni e riflessioni sul rapporto tra verità, diritti umani e ricerca accademica.

L’evento è stato organizzato con il patrocinio di Long Neck Doc ETS, Longitudes, Frontdoc – Festival internazionale del cinema di frontiera e dell’Ordine dei giornalisti della Valle d’Aosta.

pa.ga.

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