L’attenzione resta alta, ma senza allarmismi. L’azienda Usl della Valle d’Aosta segue costantemente l’evolversi della situazione internazionale relativa agli hantavirus, tornati al centro dell’attenzione mediatica dopo il focolaio registrato a bordo di una nave da crociera, ma rassicura: allo stato attuale i rischi per la popolazione valdostana sono considerati “sostanzialmente nulli”.
A precisarlo è una nota congiunta diffusa dall’Usl e dall’Assessorato regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali, che sottolinea come le informazioni scientifiche oggi disponibili non evidenzino particolari criticità per il territorio valdostano né per l’Europa.
Gli hantavirus appartengono alla categoria dei virus zoonotici, trasmessi cioè dagli animali all’uomo. Il loro serbatoio naturale è rappresentato da alcune specie di roditori infetti, che possono diffondere il virus attraverso urina, saliva e feci. L’infezione umana avviene principalmente tramite il contatto con ambienti o superfici contaminate.
Secondo gli esperti sanitari, le situazioni di esposizione più frequenti riguardano attività svolte in contesti rurali, agricoli o boschivi, soprattutto durante la pulizia di locali infestati da roditori.
Il focolaio che ha attirato l’attenzione internazionale sarebbe riconducibile a un ceppo virale diffuso prevalentemente in Argentina e Cile. Si tratta di un elemento ritenuto particolarmente importante dagli specialisti, poiché la trasmissione interumana sarebbe stata documentata solo per questa specifica variante del virus e comunque in casi considerati rari ed eccezionali.
Anche le eventuali infezioni secondarie tra operatori sanitari, spiegano le autorità sanitarie, risultano eventi estremamente limitati nella letteratura scientifica.
A rafforzare il quadro rassicurante contribuiscono inoltre le valutazioni del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che considera “estremamente basso” il rischio per la popolazione dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo.
Secondo l’Ecdc, infatti, anche nell’eventualità di una trasmissione dai passeggeri evacuati dalla nave coinvolta nel focolaio, il virus “non si trasmette facilmente” e difficilmente potrebbe generare numerosi casi o un’epidemia diffusa, purché vengano mantenute le normali misure di prevenzione e controllo sanitario.
Un ulteriore elemento di tranquillità riguarda l’assenza in Europa del roditore che costituisce il serbatoio naturale del ceppo coinvolto nel focolaio. Circostanza che rende improbabile un radicamento del virus nel continente.
L’Usl Valle d’Aosta e l’Assessorato regionale assicurano infine che continueranno a monitorare costantemente l’evoluzione della situazione internazionale attraverso i canali istituzionali e scientifici nazionali e internazionali, mantenendo attive tutte le procedure di sorveglianza previste.




