Politica - 11 maggio 2026, 19:38

Ricorso Testolin, 'interpretazione abnorme su legge elettorale e carica presidenziale'

Ricorso Testolin, 'interpretazione abnorme su legge elettorale e carica presidenziale'

La battaglia giudiziaria sull'eleggibilità di Renzo Testolin a Presidente della Giunta è ora in Corte d’Appello a Torino. Dopo la sentenza del Tribunale di Aosta che ha dichiarato ineleggibile il presidente della Regione per il superamento del limite dei mandati previsto dalla legge regionale 21 del 2007, la difesa Marini/Corea ha depositato il ricorso chiedendo la riforma integrale della decisione.

Nell’atto d’appello i legali di Testolin contestano duramente l’interpretazione adottata dal collegio di primo grado, definendola «abnorme» e «assurda». Nel ricorso viene sostenuto che la lettura della norma proposta dai ricorrenti porterebbe a ritenere ineleggibile chiunque abbia ricoperto «qualunque carica» in Giunta per tre legislature consecutive, anche solo per un periodo limitato, senza distinguere il Presidente con le sue funzioni e responsabilità peculiari da un qualunque assessore.

La difesa insiste sul fatto che una simile interpretazione violerebbe principi costituzionali fondamentali, in particolare l’articolo 51 della Costituzione relativo all’elettorato passivo, oltre all’articolo 3 sul principio di ragionevolezza e all’articolo 15 dello Statuto speciale della Valle d’Aosta.

Nel ricorso viene inoltre riproposta la questione di legittimità costituzionale della norma regionale, già respinta in primo grado dal Tribunale di Aosta. Secondo i legali, la legge sui limiti di mandato sarebbe stata interpretata in modo incompatibile con i principi costituzionali e con il diritto dei cittadini a essere eletti.

La sentenza impugnata aveva accolto il ricorso presentato dai consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, dichiarando Testolin ineleggibile alla carica di presidente della Regione nella 17esima legislatura e disponendone la decadenza. I giudici avevano anche dichiarato inammissibile la costituzione in giudizio della Regione, ritenendo che la vicenda riguardasse esclusivamente la posizione personale del presidente e non un interesse pubblico generale.

Il deposito dell’appello consente ora a Testolin di chiedere la sospensione degli effetti della sentenza. In caso di accoglimento della sospensiva, il presidente potrebbe tornare pienamente operativo fino alla decisione della Corte d’Appello, la cui udienza è stata stata fissata per il 28 settembre (anche se potrebbe essere differita di qualche giorno dai giudici).

Restano al centro del dibattito anche le polemiche sulla scelta della Regione di costituirsi nel procedimento utilizzando risorse pubbliche per sostenere la difesa dell’allora presidente. Una decisione criticata dalle opposizioni e finita anche al centro di un esposto presentato alla Corte dei Conti per presunto danno erariale.

i.d.

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