Cronaca - 09 maggio 2026, 16:18

Morte di Samuele Privitera al Giro della Valle d’Aosta, assolti Borrione e Moret

Samuele Privitera

Samuele Privitera

Si è chiusa con un’assoluzione con formula piena il procedimento sportivo aperto dalla procura federale della Federciclismo in seguito alla tragica morte del giovane corridore Samuele Privitera, il talento di appena 19 anni decedutp il 16 luglio dello scorso anno all’ospedale Parini di Aosta dopo una drammatica caduta durante la prima tappa del 61esimo Giro Ciclistico della Valle d’Aosta-Mont Blanc.

Il Tribunale Federale – Sezione I, riunito in composizione collegiale e presieduto dall’avvocato Rabaini, ha infatti assolto “perché il fatto non sussiste” Filippo Borrione e Riccardo Moret, rispettivamente direttore di corsa e organizzatore della storica competizione valdostana Under 23. La decisione è arrivata al termine di due udienze nelle quali il Procuratore Federale Aggiunto, avvocato Ida Blasi, aveva insistito per la condanna dei due dirigenti sportivi.

Il procedimento disciplinare era stato riaperto dopo una prima richiesta di archiviazione, su impulso della Procura Generale dello Sport presso il Coni, che aveva chiesto ulteriori approfondimenti sulle responsabilità legate all’organizzazione e alla sicurezza della corsa. Ora il Tribunale Federale ha escluso qualsiasi profilo di responsabilità a carico di Borrione e Moret; le motivazioni della sentenza saranno depositate entro dieci giorni.

La tragedia di Samuele Privitera aveva profondamente colpito il mondo del ciclismo italiano e internazionale. Il giovane atleta, considerato una delle promesse più interessanti del panorama giovanile, era caduto durante la discesa della frazione inaugurale del “Petit Tour”, lungo un tratto particolarmente veloce del percorso, riportando ferite gravissime. Soccorso immediatamente dal personale sanitario presente in corsa, era stato trasportato d’urgenza all’ospedale 'Parini' di Aosta, dove però era morto poche ore più tardi nonostante i tentativi dei medici di salvargli la vita. L’organizzazione del Giro della Valle d’Aosta aveva deciso di annullare la seconda tappa della corsa in segno di lutto; centinaia di messaggi di cordoglio erano giunti in poche ore da squadre, federazioni e sportivi.

 

pa.ga.

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