Il caso sulla decadenza di Renzo Testolin da Presidente della Giunta approda ora negli uffici della magistratura contabile. Nella mattinata di oggi venerdì 8 maggio un esposto formale, sottoscritto e quindi non anonimo, è stato depositato e protocollato nella cancelleria della Corte dei Conti valdostana. L’atto è indirizzato contemporaneamente alla Procura regionale e alla Sezione di controllo della Corte e punta ad aprire una verifica sull’utilizzo di denaro pubblico nella causa sull’ineleggibilità dell’ex presidente.
Secondo quanto contenuto nel documento, la Regione avrebbe sostenuto con proprie risorse una controversia che il Tribunale di Aosta ha poi definito legata esclusivamente alla posizione personale di Testolin. È questo il nodo centrale dell’esposto, stabilire se le spese affrontate dall’amministrazione regionale per difendere la permanenza in carica dell’allora presidente possano configurare un danno erariale.
Nel fascicolo inviato ai magistrati contabili viene ricostruito il percorso politico e giudiziario iniziato il 6 novembre 2025, giorno dell’elezione di Testolin alla guida della 17esima legislatura regionale. I firmatari sostengono che quella nomina fosse incompatibile con quanto previsto dalla legge regionale 21 del 2007, la norma che limita a tre legislature consecutive la permanenza dei componenti della Giunta valdostana.
L’esposto evidenzia come Testolin avesse già fatto parte dell’esecutivo regionale nelle tre legislature precedenti, dapprima da assessore e successivamente da presidente. Una situazione che, secondo gli estensori dell’atto, avrebbe reso non legittima una nuova designazione alla presidenza della Regione.
Il caso aveva rapidamente assunto un rilievo politico sempre più ampio, fino a trasformarsi in una battaglia giudiziaria. Nel dicembre scorso Alleanza Verdi Sinistra aveva infatti presentato ricorso al Tribunale di Aosta chiedendo l’ineleggibilità di Testolin e la sua decadenza dalla carica.
La Regione aveva deciso di intervenire direttamente nel procedimento, affidando la difesa all’Avvocatura regionale e a professionisti esterni, tra cui lo Studio Marini di Roma. Una scelta che aveva provocato forti contestazioni da parte delle opposizioni, soprattutto di Fratelli d'Italia, che aveva accusato la maggioranza di utilizzare strutture e fondi pubblici per una questione ritenuta personale.
Nell’esposto viene richiamata in modo particolare la sentenza emessa dal Tribunale di Aosta il 22 aprile e depositata il 2 maggio scorso. Con quella decisione i giudici hanno accolto integralmente il ricorso di AVS, dichiarando Testolin ineleggibile alla presidenza della Regione per la 17esima legislatura e decretandone la decadenza.
Ma, secondo i firmatari del documento, l’aspetto più rilevante della pronuncia riguarda un altro passaggio: quello in cui il Tribunale ha dichiarato inammissibile la costituzione in giudizio della Regione autonoma Valle d’Aosta, affermando che nella causa non fosse coinvolto alcun interesse pubblico dell’ente.
Da qui la richiesta alla Corte dei Conti di approfondire la legittimità delle spese sostenute dall’amministrazione regionale. Nell’atto si parla di oltre 21 mila euro impiegati tra consulenze esterne, incarichi legali e attività dell’Avvocatura regionale. Citati anche i pareri “pro veritate” richiesti dalla Giunta a costituzionalisti esterni, fra cui Enrico Grosso e il professor Lupo.
Secondo l’esposto, la decisione di sostenere giudiziariamente la nomina di Testolin potrebbe inoltre entrare in contrasto con i principi di economicità e buon andamento previsti dall’articolo 97 della Costituzione.
Per questo motivo viene chiesto alla magistratura contabile di verificare eventuali responsabilità amministrative dei membri della Giunta che approvarono la costituzione in giudizio della Regione e di accertare l’esatto ammontare delle somme pubbliche utilizzate. Nel documento compare infine anche una richiesta preventiva, ovvero evitare che ulteriori risorse regionali possano essere impegnate nel caso in cui la maggioranza decidesse di presentare appello contro la sentenza del Tribunale di Aosta.
A corredo dell’esposto sono stati allegati la sentenza di decadenza, documentazione amministrativa relativa alla costituzione in giudizio della Regione e una raccolta di articoli e materiali stampa sulla vicenda.




