Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta ha preso atto oggi, martedì 5 maggio, della decadenza di Renzo Testolin dalla carica di Presidente della Giunta, in seguito alla sentenza del Tribunale di Aosta che ne ha dichiarato l’ineleggibilità per la 17esima legislatura.
La pronuncia, pubblicata sabato 2 maggio, è immediatamente esecutiva. Come ha chiarito il Presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi, la presa d’atto dell’Aula non ha valore costitutivo, ma formalizza gli effetti già prodotti dalla decisione giudiziaria.
Si apre ora una fase transitoria; la Giunta regionale, guidata dal vicepresidente Luigi Bertschy, resterà in carica per l’ordinaria amministrazione e per gli atti urgenti e indifferibili. Il termine massimo è di 60 giorni a partire dal 2 maggio. Entro questa finestra il Consiglio dovrà eleggere un nuovo Presidente e una nuova Giunta; in caso contrario scatterà lo scioglimento funzionale dell’Assemblea. Nel frattempo, l’attività ordinaria del Consiglio e delle Commissioni è sospesa per consentire la ricostituzione dell’organo di governo.
Nel corso della seduta è stata respinta, a scrutinio segreto, una risoluzione delle opposizioni, presentata dal consigliere Marco Carrel (AdC), che chiedeva di non impugnare la sentenza, evitando anche l’uso di risorse pubbliche. Il documento è stato bocciato con 14 voti contrari, 15 favorevoli e sei astensioni. La maggioranza ha ritenuto prematuro vincolare la Giunta, sostenendo la necessità di ulteriori valutazioni tecniche e politiche.
Come spiegato in precedenti articoli, il dibattito in Aula ha evidenziato una netta contrapposizione. Dai banchi dell’opposizione, Chiara Minelli ha rivendicato il ricorso che ha portato alla sentenza, parlando di una battaglia per la legalità e invitando Testolin a dimettersi per evitare una fase di incertezza istituzionale. Critiche anche dal Partito Democratico: Fulvio Centoz ha definito politica la scelta della Regione di costituirsi in giudizio, sottolineando il rischio che i 60 giorni vengano utilizzati per tentare il rientro dell’ex Presidente anziché costruire una nuova maggioranza. Sulla stessa linea Jean-Pierre Guichardaz, che ha parlato di una presa d’atto formalmente corretta ma politicamente fragile, mentre da più parti – anche tra Fratelli d’Italia e Lega – è stato invocato un rapido cambio di guida nel segno della responsabilità istituzionale.
Di segno opposto le posizioni della maggioranza. Il vicepresidente Bertschy ha escluso una paralisi amministrativa, assicurando continuità e serenità nell’azione di governo. Il capogruppo unionista Aurelio Marguerettaz ha ridimensionato gli allarmi, parlando di una situazione gestibile e di tempi contenuti anche in caso di appello, mentre Pierluigi Marquis ha invitato a evitare “crisi al buio” in attesa di un pronunciamento definitivo.
Intervenendo in Aula, Testolin ha spiegato che la maggioranza sta valutando tutte le opzioni, compreso un eventuale ricorso in appello, all’interno di un confronto collegiale. L’ex Presidente ha rivendicato la solidità della coalizione e la volontà di proseguire il lavoro sui dossier aperti, escludendo decisioni unilaterali.
La Valle d’Aosta entra così in una fase di forte incertezza politica e istituzionale: da un lato il diritto al ricorso, dall’altro la necessità di garantire piena legittimazione e stabilità all’azione di governo. Entro due mesi il Consiglio dovrà scegliere se voltare pagina o attendere l’esito della giustizia, in una decisione destinata a incidere sugli equilibri politici e sulla credibilità delle istituzioni regionali.




