Politica - 05 maggio 2026, 15:40

Sentenza Testolin; Minelli (Avs) attacca, 'ora si cambi guida alla Regione'

La consigliera di Avs Chiara Minelli

La consigliera di Avs Chiara Minelli

Consiglio Valle riunito dalle 15 di oggi sulla presa d’atto della decadenza del Presidente della Giunta, Renzo Testolin, dopo la sentenza del Tribunale di Aosta. La prima a intervenire in Aula, con toni duri, è stata la capogruppo di Avs Chiara Minelli, che ha ricostruito l’intera vicenda parlando di una “questione che non doveva neppure porsi”.

Secondo Minelli, il nodo affonda le radici già nel 2024, quando – a fine legislatura – gli uffici regionali avrebbero segnalato alla maggioranza l’incompatibilità futura di due membri di primo piano della Giunta, lo stesso Testolin e il vicepresidente Luigi Bertschy, in base alla legge regionale del 2007 sui limiti di mandato.

Una segnalazione che, ha sottolineato la consigliera, “avrebbe potuto e dovuto essere affrontata subito”, sia prendendone atto sia intervenendo per modificare la norma. “Invece si è scelto di negare il problema”, ha attaccato, ricordando anche l’iniziativa formale intrapresa nell’ottobre 2024 insieme alla collega Erika Guichardaz, rimasta senza risposte sostanziali da parte della Presidenza del Consiglio Valle.

Nel suo intervento, Minelli ha evidenziato come, di fronte all’assenza di chiarimenti, Rete Civica abbia deciso di rivolgersi al costituzionalista Andrea Morrone, il cui parere – datato febbraio 2025 – anticipava di fatto le conclusioni poi contenute nella sentenza del Tribunale.

“Un parere reso pubblico e trasmesso agli organi competenti, ma ignorato”, ha denunciato l'esponente progressista di minoranza. Al contrario, la maggioranza avrebbe scelto di acquisire ulteriori valutazioni, tra cui quella del professor Lupo, senza mai assumere una posizione chiara.

Da qui la scelta di procedere per vie legali, sfociata nel ricorso che ha portato alla sentenza del 22 aprile. Una decisione alla quale, ha ricordato Minelli, si sono opposti sia Testolin sia la stessa Regione, “arrivando al paradosso di usare risorse pubbliche per mettere in discussione la costituzionalità di una propria legge”.

La consigliera ha poi difeso l’operato dei giudici, definendo la sentenza “scrupolosa e puntuale”, e ha criticato duramente le dichiarazioni dell’avvocato della Regione Marcello Cecchetti, giudicate “scomposte e diffamatorie” nei confronti del collegio.

Per Minelli, la norma sui limiti di mandato in Giunta è “chiara, giusta e saggia”, soprattutto in una realtà come quella valdostana, dove il potere esecutivo ha un peso significativo. “Se esistono limiti per i consiglieri, a maggior ragione devono esistere per chi governa”, ha ribadito.

Nel mirino anche l’Union Valdôtaine, accusata di incoerenza tra i richiami al “senso delle istituzioni” e le scelte politiche compiute. Minelli ha invitato la maggioranza a non proseguire sulla strada del ricorso in Appello, paventando il rischio di una lunga fase di incertezza istituzionale.

“La scelta più responsabile sarebbe prendere atto della sentenza e avviare il percorso per nominare un nuovo presidente, un nuovo vicepresidente e quindi una nuova Giunta”, ha affermato.

In caso contrario, ha avvertito, la Valle d’Aosta rischia di ritrovarsi “per mesi con un presidente delegittimato e un esecutivo indebolito”. Un’eventuale iniziativa personale di Testolin, ha aggiunto, non dovrebbe però coinvolgere l’intera amministrazione: “Se vuole ricorrere, si dimetta”.

Minelli ha infine rivendicato il senso dell’azione portata avanti dal suo gruppo: “Non una battaglia contro qualcuno, ma per il rispetto delle regole”. Una posizione che, ha concluso, starebbe trovando riscontro anche tra i cittadini. “Non servivano tribunali per capire cosa dice la legge – ha concluso – ma la maggioranza ha scelto di andare avanti a testa bassa. E rischia di sbattere di nuovo”.

pa.ga.

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