Politica - 05 maggio 2026, 19:32

Sentenza Testolin, duro confronto politico in Consiglio Valle in attesa dell'annunciato ricorso

Il Presidente decaduto, 'la scelta di ricorrere o no sarà da me presa con chi condivide con me un percorso politico, non in solitudine'

Renzo Testolin, Presidente della Giunta formalmente decaduto per effetto della sentenza del tribunale di Aosta

Renzo Testolin, Presidente della Giunta formalmente decaduto per effetto della sentenza del tribunale di Aosta

La decadenza del presidente della Giunta, Renzo Testolin, dichiarata dal Tribunale di Aosta per ineleggibilità, scuote il Consiglio Valle e apre un confronto politico dai toni duri. In Aula sono emerse oggi posizioni fortemente divergenti, tra chi denuncia una crisi istituzionale e chi richiama al rispetto delle sentenze.

Il quadro di riferimento è noto; il Tribunale ha sancito la decadenza di Testolin per il superamento del limite dei mandati, determinando di fatto la caduta della giunta regionale. Lui può ricorrere in Appello e oggi, dopo una lunga serie di interventi, ha preso la parola per dire fra le altre cose che "la scelta di ricorrere o no sarà da me presa con chi condivide con me un percorso politico, non in solitudine". 

Tra gli interventi più netti, quello del consigliere di AdC Marco Carrel, che ha parlato apertamente di una crisi di sistema; la vicenda, ha sottolineato, suscita "preoccupazione per la credibilità delle istituzioni valdostane". "Non mi preoccupa la credibilità di ognuno di noi consiglieri - ha insistito Carrel - che vi assicuro è molto vicina allo zero, ma mi preoccupa la credibilità delle istituzioni regionali. Quella credibilità che è stata messa in discussione nel momento in cui la difesa, nominata dalla nostra giunta regionale, ha preso in considerazione l'incostituzionalità di una legge regionale. Quella credibilità che è stata messa in discussione nel momento in cui Renzo Testolin ha ipotizzato anche questo scenario pur di difendere la propria posizione. Quella credibilità che è stata messa a dura prova dalle parole degli avvocati della giunta regionale: sentirli dire certe parole contro una sentenza e contro un tribunale non ha dato sicuramente credibilità agli organi che li hanno delegati".

Sulla stessa linea critica anche Fulvio Centoz (PD), secondo cui "le istituzioni della Valle d’Aosta sono state messe sotto ricatto", con un riferimento esplicito alle tensioni generate dal contenzioso politico-giudiziario.

Toni allarmati anche da parte di Corrado Bellora (Lega VdA), che ha messo in guardia sulle conseguenze operative: la situazione attuale, ha detto, "rischia di portare alla paralisi un’Assemblea legislativa". Un passaggio che fotografa certamente il clima di incertezza in aula, dove il nodo principale resta quello della continuità amministrativa e delle scelte da adottare nelle prossime settimane.

Sulla stessa linea anche Eleonora Baccini (La Renaissance), che ha evidenziato come non si tratti soltanto "solo di una questione giuridica, ma soprattutto politica e di credibilità delle istituzioni. Il problema non è un errore isolato, ma una gestione politica che avrebbe cercato di forzare le regole tramite interpretazioni e cavilli, arrivando a mettere in discussione norme approvate dallo stesso Consiglio regionale, che aveva introdotto quei limiti per garantire il ricambio democratico ed evitare la concentrazione prolungata del potere".

Non meno duro l’intervento di Chiara Minelli (capogruppo Avs), che ha puntato il dito contro la linea della maggioranza; con eventuali ricorsi, ha affermato, "la maggioranza andrà di nuovo a sbattere". Una posizione che si inserisce nel dibattito sull’ipotesi di impugnare la sentenza, tema già emerso nei giorni precedenti e destinato a segnare i prossimi sviluppi politici.

Per Marco Sorbara (Forza Italia), "Si tratta di una vicenda che non può essere letta esclusivamente in chiave politica e giuridica, ma che investe i principi fondamentali del nostro ordinamento. La costituzione stabilisce in modo chiaro che tutti i cittadini possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza. E' un principio cardine della nostra democrazia. Le limitazioni a tale diritto costituiscono eccezione, nel caso della Regione Valle d'Aosta va sottolineato che il presidente è espressione del Consiglio Valle e incide sulla ratio dei limiti"

Il capogruppo di Fratelli d'Italia, Alberto Zucchi, ha detto: "La situazione creatasi a seguito della sentenza del Tribunale di Aosta, che ha dichiarato decaduto il presidente della Regione Renzo Testolin perché ineleggibile, "non è una vittoria per nessuno, ma un problema serio per la Valle d'Aosta. E proprio per questo serviva e serve una scelta di responsabilità".

Aurelio Marguerettaz (capogruppo Uv) ha richiamato la necessità di riportare il confronto su un piano istituzionale, sottolineando come "in momenti così delicati servano responsabilità e rispetto delle regole", evitando ulteriori irrigidimenti che possano aggravare la crisi. "La minoranza sta facendo una narrazione che non corrisponde alla verità" ha detto, perché "oggi non c'è nessun vuoto, l'Amministrazione regionale e la comunità valdostana non sono in una situazione di caos; abbiamo, in questo momento, una gestione ordinaria per gli atti urgenti e indifferibili e, credetemi, questa maggioranza nel prosieguo darà una risposta e darà continuità all'attività amministrativa".

Il consigliere Marco Viérin (CA) ha invitato l’aula a mantenere equilibrio e senso di responsabilità in una fase che ha definito particolarmente complessa per le istituzioni valdostane. Nel suo intervento, ha sottolineato come la sentenza imponga una riflessione attenta, ma allo stesso tempo non possa bloccare l’azione amministrativa, soprattutto in vista di passaggi fondamentali come il rendiconto e l’assestamento di bilancio.

pa.ga.

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