Una pronuncia netta, destinata probabilmente a pesare nei rapporti sindacali all’interno della sanità valdostana. Il giudice del Lavoro del tribunale di Aosta, Luca Fadda, con decreto di lunedì 4 maggio ha dichiarato antisindacale il comportamento dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta, accogliendo il ricorso promosso da FP Cgil VdA e UIL FP Torino, Piemonte e Valle d’Aosta.
Al centro della vicenda, l’esclusione delle organizzazioni sindacali dalla contrattazione decentrata, dai momenti di informazione e dal confronto su materie ritenute fondamentali. Una scelta che, secondo il Tribunale, ha relegato i sindacati a un ruolo meramente passivo, violando apertamente i diritti sindacali e il principio di partecipazione nei luoghi di lavoro.
Il provvedimento, emesso ai sensi dell’Articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori, chiarisce un punto destinato a fare giurisprudenza, ovvero quello secondo cui i diritti di informazione e confronto spettano alle organizzazioni sindacali rappresentative e non possono essere subordinati alla firma del contratto collettivo nazionale. Qualsiasi limitazione in tal senso è da considerarsi illegittima; di conseguenza, il giudice ha ordinato alla Usl VdA di cessare immediatamente il comportamento antisindacale, di rimuoverne gli effetti e di rendere pubblica la decisione attraverso l’affissione nelle bacheche aziendali.
Dura la presa di posizione delle sigle ricorrenti: "È una vittoria chiara e senza ambiguità – dichiarano in una nota congiunta FP CGIL e UIL FP –. Il tribunale ha ristabilito un principio fondamentale: la partecipazione sindacale non è una concessione dell’azienda, ma un diritto. Escludere chi rappresenta le lavoratrici e i lavoratori significa colpire la democrazia nei luoghi di lavoro".
Le organizzazioni sottolineano inoltre come la decisione segni un punto fermo rispetto a interpretazioni restrittive che, richiamando orientamenti tecnici, avevano tentato di limitare il ruolo dei sindacati non firmatari del contratto. "Nessun datore di lavoro può decidere unilateralmente chi ha diritto di parola – aggiungono –. Il confronto sindacale è un obbligo, non una facoltà. Da oggi questo principio è stato ribadito con forza".
FP CGIL e UIL FP annunciano infine che vigileranno sull’immediata applicazione del provvedimento, rivendicando la necessità di garantire piena rappresentanza e dignità a tutte le lavoratrici e i lavoratori del comparto sanitario.




