Cronaca - 05 maggio 2026, 05:50

Odissea ascensore al tribunale di Aosta, personale impegnato per aiutare disabili e anziani

Guasti continui, riparazioni temporanee e sofferti disagi per i più fragili; da anni il problema si ripresenta e i funzionari si fanno carico dell’emergenza, ma serve un intervento risolutivo da parte del gestore Schindler

Un intervento emergenziale dei Vigili del fuoco durante uno dei tanti 'blocchi' dell'ascensore del tribunale aostano

Un intervento emergenziale dei Vigili del fuoco durante uno dei tanti 'blocchi' dell'ascensore del tribunale aostano

Non è un guasto occasionale né un disagio temporaneo; è una situazione che si trascina da anni e che oggi ha assunto contorni difficilmente accettabili per un edificio pubblico. L’ascensore del Palazzo di Giustizia di Aosta continua a funzionare a singhiozzo, per pochi giorni alla settimana, rendendo di fatto proibitivo l’accesso - ed è questa la beffa oltre al danno - agli uffici destinati per propria funzione alle persone con disabilità, fragili e/o anziane, a meno di non poter fisicamente contare sulle braccia del personale in servizio.

A lanciare l’allarme è chi quotidianamente vive questa realtà, utenti certamente ma anche dipendenti e funzionari del tribunale. La criticità riguarda in particolare gli uffici della Volontaria Giurisdizione, situati al terzo piano; un settore delicato, che si occupa di minori, disabili, persone incapaci e soggetti deboli. Proprio coloro che dovrebbero essere maggiormente tutelati si trovano invece a dover affrontare ostacoli fisici evidenti.

Secondo quanto riferito da Maria Pia Maiuri, funzionaria della presidenza del tribunale, la manutenzione dell’ascensore è affidata alla società Schindler, aggiudicataria dell’appalto con il miglior ribasso. Il problema non sarebbe riconducibile a responsabilità dirette; l’impianto presenta un guasto persistente che continua a riproporsi nel tempo. Il risultato, però, è sotto gli occhi di tutti: “una settimana sì e l’altra pure”, spiega chi lavora all’interno della struttura, l’ascensore si blocca. Interviene il manutentore della Schindler, il servizio viene ripristinato, ma dopo pochi giorni il malfunzionamento si ripresenta.

Le conseguenze sono pesanti; in numerosi casi, anziani e persone con disabilità devono essere fisicamente aiutati a raggiungere i piani superiori. A farsi carico della situazione sono le guardie giurate all’ingresso, il personale amministrativo e la stessa Maiuri, in un contesto che appare ormai strutturalmente inadeguato.

Quando possibile, e compatibilmente con l’organizzazione delle udienze, si tenta di limitare i disagi spostando alcune attività al piano ammezzato, raggiungibile più facilmente anche grazie a un montascale. Ma si tratta di soluzioni tampone, non sempre praticabili, soprattutto nel caso delle camere di consiglio o di procedimenti che richiedono spazi specifici.

Nel frattempo, le segnalazioni alla società incaricata della manutenzione si susseguono, principalmente via mail ma, secondo quanto riferito, senza risultati concreti; la percezione diffusa è quella di una situazione ignorata o comunque sottovalutata.

Ma è accettabile che, in un luogo simbolo della giustizia e della tutela dei diritti, l’accesso sia di fatto negato proprio alle persone più vulnerabili? Il problema non è episodico, è strutturale e richiede risposte urgenti.

pa.ga.

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