Cronaca - 02 maggio 2026, 22:27

Testolin decaduto, cosa dice davvero la sentenza che lo ha dichiarato ineleggibile

Testolin decaduto, cosa dice davvero la sentenza che lo ha dichiarato ineleggibile

Quella relativa alla causa numero 915 del 2025 depositata al Tribunale di Aosta non è una sentenza costruita su valutazioni politiche, ma su un’interpretazione strettamente giuridica della normativa regionale. Il Tribunale di Aosta, chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato dai consiglieri Chiara Minelli ed Eugenio Torrione, ha affrontato il nodo centrale della vicenda: il limite dei tre mandati all’interno della Giunta regionale. Ed è proprio su questo punto che i giudici hanno ritenuto che Renzo Testolin non potesse essere eletto Presidente nella legislatura in corso, dichiarandone la decadenza.

Il cuore della decisione; come va letta la legge regionale

Il passaggio decisivo della sentenza riguarda l’interpretazione dell’articolo 3, comma 3, della legge regionale 21 del 2007. Su questo punto il Collegio è netto nel respingere le letture più elastiche e chiarisce che il significato della norma non può essere forzato: non è ammessa, si legge, “un’interpretazione creativa della disposizione".

I giudici precisano poi un elemento centrale della vicenda: quando la legge parla di “cariche all’interno della Giunta”, il riferimento è a tutti i componenti dell’organo, non solo al Presidente. In questo senso, la norma “non può che avere fatto riferimento non solo al Presidente ma a tutti quei soggetti […] che costituiscono il Governo della Regione”. Una chiarificazione decisiva, perché esclude che si possano distinguere i mandati in base al ruolo ricoperto.

Perché per Testolin si supera il limite

Applicando questa lettura al caso concreto, il Tribunale ricostruisce il percorso istituzionale di Testolin e arriva alla conclusione che sia stato superato il limite massimo di mandati di governo consentito. Il punto chiave è che l’ex Presidente è stato componente della Giunta per tre legislature consecutive ed è poi stato eletto anche nella successiva.

La sentenza insiste su un passaggio fondamentale, la legge consente una deroga solo in casi ben delimitati e non può essere utilizzata per estendere ulteriormente i mandati. In particolare, viene chiarito che la possibilità di un terzo mandato è ammessa solo in presenza delle condizioni previste, ma che ciò “non consente (…) di ricoprire cariche all’interno della Giunta per quattro legislature consecutive”. È questo il cuore giuridico della decisione: il sistema consente al massimo tre legislature consecutive, mai una quarta, anche se in una delle precedenti, per assurdo, si sia stati 'Presidente' o 'assessore' per un giorno soltanto. Per questo il Tribunale conclude che nel caso in esame vi sia stato “il superamento (…) del limite dei mandati consecutivi previsti”.

Gli effetti della sentenza e il quadro che si apre

Una volta accertata l’ineleggibilità, il Tribunale dichiara la decadenza dalla carica con effetto immediato, limitato però al futuro. I giudici precisano infatti che il loro intervento “si esaurisce all’accertamento della causa di ineleggibilità e alla rimozione della situazione illegittima”, senza possibilità di ricostituire direttamente l’organo politico. Questo significa che le deliberazioni di Giunta regionale precedenti alla sentenza sono valide e  che ora si apre una fase istituzionale nuova; la carica presidenziale è vacante e spetterà al Consiglio Valle procedere alla sua copertura secondo le regole previste; se Renzo Testolin dovesse opporsi per ricorso alla sentenza, potrebbe condurre il Gouvernement, sino al secondo pronunciamento giudiziario, in sola gestione ordinaria. 

Nel percorso che porta a questa conclusione, il Tribunale respinge anche tutte le eccezioni sollevate dalla difesa, dalla giurisdizione alla legittimazione dei ricorrenti, fino alla richiesta di sollevare una questione di costituzionalità. Sul punto, la sentenza sottolinea che il limite ai mandati non è irragionevole, ma risponde all’esigenza di garantire “il ricambio ai vertici” ed evitare una permanenza troppo lunga del potere nelle stesse mani.

Il risultato è una pronuncia che, pur muovendosi su un piano tecnico, ha effetti politici immediati e definisce un principio destinato a pesare anche in futuro, ovvero che nel sistema valdostano non è possibile restare in Giunta oltre tre legislature consecutive, indipendentemente dal ruolo ricoperto.

pa.ga.

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