Cronaca - 02 maggio 2026, 22:38

Anche in Valle la truffa del finto operatore bancario telefonico

Le segnalazioni raccolte indicano un fenomeno in crescita, che punta a colpire indistintamente tutte le fasce di età, non solo anziani ma anche giovani studenti o appena entrati nel mondo del lavoro

Anche in Valle la truffa del finto operatore bancario telefonico

Negli ultimi giorni diversi valdostani hanno segnalato alla nostra redazione un tentativo di truffa telefonica  piuttosto sofisticato. Si tratta della cosiddetta 'truffa del falso operatore bancario', una tecnica già diffusa a livello nazionale e che ora sta colpendo anche utenti sul territorio regionale.

Il meccanismo è semplice quanto insidioso: il truffatore telefona fingendosi un dipendente della banca e, in molti casi, sul display del telefono compare addirittura il numero reale dell’istituto di credito. Un dettaglio che contribuisce a rendere la chiamata credibile e a mettere in difficoltà anche i clienti più attenti.

Durante la telefonata, il falso operatore segnala presunti movimenti sospetti o bonifici in uscita dal conto corrente. L’obiettivo è creare allarme e spingere la vittima ad agire in fretta, senza riflettere. A quel punto vengono richiesti codici sensibili oppure viene suggerito di effettuare operazioni 'urgenti' per mettere in sicurezza il denaro. In alcuni casi, i truffatori chiedono direttamente di effettuare bonifici verso conti indicati come 'protetti', che in realtà sono sotto il loro controllo. Si tratta di una strategia ben costruita, che sfrutta paura e urgenza per ottenere informazioni riservate o convincere le vittime a trasferire denaro.

Ci sono però segnali chiari che permettono di smascherare questo tipo di raggiro. Il primo è fondamentale: nessuna banca chiede mai al telefono codici PIN, credenziali di accesso o codici OTP, né invita a spostare denaro su altri conti per motivi di sicurezza. Una richiesta di questo tipo è già di per sé indice di truffa. Altro elemento tipico è il tono della telefonata; se l’interlocutore insiste sull’urgenza, crea pressione o cerca di spaventare parlando di operazioni in corso, è molto probabile che si tratti di un tentativo fraudolento. In questi casi la cosa più sicura da fare è riagganciare immediatamente, senza fornire alcuna informazione.

È poi essenziale verificare sempre in modo autonomo e se si ha anche solo un dubbio, bisogna contattare la propria banca utilizzando un numero ufficiale, digitato manualmente. Mai fidarsi del numero da cui si è stati chiamati, perché può essere falsificato. Attenzione anche ai messaggi: spesso la telefonata è preceduta o seguita da SMS che sembrano provenire dalla banca, ma che in realtà servono a rendere più credibile la truffa. Anche in questo caso vale la stessa regola, ovvero diffidare e non cliccare su link sospetti.

Le segnalazioni raccolte indicano un fenomeno in crescita, che punta a colpire indistintamente tutte le fasce di età, non solo anziani ma anche giovani studenti o appena entrati nel mondo del lavoro. La tecnologia utilizzata dai truffatori è sempre più avanzata e consente di simulare numeri ufficiali e comunicazioni credibili. Proprio per questo, l’unica vera difesa resta la consapevolezza; conoscere il meccanismo della truffa è il primo passo per evitarla. Chi riceve telefonate sospette è invitato a segnalarle alla propria banca e alle Forze dell’ordine, contribuendo così a limitare la diffusione di un raggiro che, in pochi minuti, può causare danni economici anche molto rilevanti.

pa.ga.

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