Arrivano oggi, venerdì 1 maggio, in Valle d’Aosta i centauri del 'Biker del Sahara', primo moto club fondato in Italia da motociclisti di origine marocchina. Circa 25-30 biker, provenienti da diverse regioni italiane, faranno tappa questa sera al ristorante pizzeria Le Talon di Pollein (nella foto sotto lo staff del locale è pronto ad accogliere i motociclisti) in sella alle loro moto e alzando le bandiere del club Marocco-Italia e della Pace.
L’arrivo rientra nel “Giro per la Pace”, un’iniziativa che unisce passione per le due ruote e messaggi di convivenza e dialogo. Dopo la sosta valdostana, il gruppo ripartirà domani, sabato 2 maggio, alla volta di Torino per partecipare a un evento pubblico dedicato alla pace nel Mondo.
Secondo il programma, i motociclisti si ritroveranno nella mattinata di venerdì presso l’Autogrill Arda di Fiorenzuola, per poi dirigersi verso Torino e successivamente in Valle d’Aosta, dove è previsto l’arrivo nel tardo pomeriggio. La serata proseguirà con una cena conviviale a Le Talon di Pollein e il pernottamento ad Aosta. Sabato mattina la partenza dal capoluogo valdostano darà il via alla seconda giornata del tour, con ritorno verso Torino e conclusione nel pomeriggio.
Il Moto Club Bikers del Sahara nasce nel 2015 in provincia di Reggio Emilia su iniziativa di cinque giovani di origine marocchina, uniti dalla passione per le moto. L’obiettivo iniziale era creare uno spazio di incontro e condivisione per motociclisti con background culturali diversi. Un progetto che ha trovato rapidamente concretezza: già nel 2016 il club ottiene l’iscrizione alla Federazione Motociclistica Italiana, diventando il primo moto club ufficiale nel Paese fondato da membri di origine straniera.
A dieci anni dalla fondazione, il gruppo conta quasi 100 iscritti distribuiti in tutta Italia. Una crescita che racconta non solo l’entusiasmo per il motociclismo, ma anche la forza di una comunità capace di costruire legami, integrazione e senso di appartenenza.
Più che un semplice club, i Bikers del Sahara rappresentano oggi un simbolo di inclusione: ogni viaggio diventa occasione per promuovere valori di convivenza, rispetto e orgoglio delle proprie radici. In un contesto spesso segnato da divisioni, il loro “Giro per la Pace” porta sulle strade un messaggio concreto di unità e dialogo.




