Cultura - 27 aprile 2026, 18:04

A sessant'anni dalla morte lo IAR ricorda la figura di Corrado Gex

Corrado Gex assieme al canonico Joseph Vaudan

Corrado Gex assieme al canonico Joseph Vaudan

A sessant’anni dalla scomparsa del deputato valdostano Corrado Gex, l’Institut Agricole Régional ne rinnova il ricordo sottolineandone il ruolo decisivo nella costruzione di una visione educativa moderna per la Valle d’Aosta. Un omaggio che non si limita alla commemorazione, ma richiama l’attualità di un pensiero politico fondato su istruzione, identità e sviluppo.

Il 25 aprile 1966, giorno dell'incidente aereo a Castelnuovo di Ceva in cui Gex, che pilotava un Pilatus Porter, a soli 34 anni perse la vita insieme ai suoi sette passeggeri, segnò la scomparsa di una figura centrale per la crescita istituzionale e culturale della regione. A distanza di sei decenni, ricorda lo IAR in una nota, il suo nome resta legato a una stagione di trasformazione in cui la scuola era considerata non solo luogo di apprendimento, ma leva di riscatto sociale e strumento di progresso civile. Da assessore all’Istruzione, Gex seppe leggere con lucidità i cambiamenti in atto, intuendo che investire nella formazione significava costruire le basi per una comunità più consapevole e competitiva.

In questo percorso, determinante fu il sodalizio con il canonico Joseph Vaudan. Un rapporto che andò oltre il piano istituzionale, trasformandosi in un dialogo autentico tra due visioni convergenti: formare persone prima ancora che professionisti. Da questa collaborazione nacque e si consolidò l’esperienza dell’École Pratique d’Agriculture, concepita come una scuola radicata nel territorio, capace di unire sapere tecnico, cultura e identità locale.

È proprio da quell’esperienza che, negli anni, si è sviluppato l’Institut Agricole Régional, oggi punto di riferimento per la formazione agricola non solo valdostana. Tra aule, stalle e cantine, continua a vivere l’eredità di quelle scelte lungimiranti, in un equilibrio costante tra tradizione e innovazione. Un modello educativo che interpreta l’agricoltura come sintesi di scienza, cultura e appartenenza.

Nel ricordo tracciato dal presidente dell’Istituto, Piero Prola, emerge il profilo di un amministratore capace di guardare oltre l’immediato, riconoscendo nell’istruzione un asset strategico per una regione di montagna dalle grandi potenzialità. Un messaggio che conserva oggi tutta la sua forza, in un contesto segnato da nuove sfide educative e sociali.

La lezione di Gex e Vaudan resta dunque attuale: le politiche scolastiche più efficaci nascono dall’ascolto, dalla collaborazione e da una visione condivisa. Celebrare la loro memoria significa rinnovare l’impegno verso le nuove generazioni, nella consapevolezza che la scuola, come la terra, produce frutti solo se coltivata con cura, responsabilità e lungimiranza.

i.d.

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