Un episodio che ha inizialmente suscitato forte preoccupazione, ma che – secondo le prime, competenti valutazioni sanitarie – difficilmente sarà riconducibile a patologie zoonotiche gravi come la rabbia.
Tutto è iniziato nel fine settimana, quando una veterinaria di Nus è stata contattata per un cane che, all’interno di un alloggio, manifestava comportamenti anomali: abbai insistenti, agitazione e presenza di bava alla bocca. La proprietaria, un’anziana signora visibilmente spaventata, aveva provveduto a chiudere l’animale in una stanza chiedendo un intervento urgente.
Considerata la situazione e non potendo escludere nell’immediatezza alcuna ipotesi clinica – nemmeno quella, ritenuta estremamente remota, di una malattia infettiva al sistema nervoso centrale – la veterinaria ha attivato un collega dotato di porto d’armi e autorizzato all’utilizzo di dardi narcotizzanti. Parallelamente è stata coinvolta anche la Usl per la gestione del caso in sicurezza.
Il cane è stato quindi sedato - da veterinario diverso da quello originariamente consultato - e trasferito immediatamente al canile/gattile regionale alla Croix Noire, dove è stato posto solamente in custodia in attesa degli accertamenti clinici e dell’eventuale avvio di una terapia.
Nella mattinata successiva, tuttavia, l’animale è stato trovato morto all’interno del box, nel proprio vomito.
Interpellato da Laprimalinea.it sulla vicenda, il direttore sanitario del canile, Roberto Pellizzaro, ha confermato che il corpo dell’animale è stato trasferito ai laboratori dell’Istituto zooprofilattico regionale.
“Lunedì 27 aprile (oggi ndr) il cane sarà sottoposto a esame necroscopico, tossicologico, virologico e, se necessario, anche batteriologico – ha spiegato Pellizzaro –. Possiamo però escludere con ampia certezza che si tratti di un caso di 'rabbia', anche se naturalmente saranno gli esiti degli accertamenti a certificarlo ufficialmente”.
Un’ipotesi, quella della rabbia, che resta sul piano puramente teorico: in Italia la malattia è infatti dichiarata debellata dal 2013 e l’ultimo caso accertato risale al 2011. Resta comunque da chiarire l’esatta causa del decesso dell’animale, che potrebbe essere riconducibile a un’intossicazione, a una patologia acuta o a un’altra condizione clinica ancora da accertare.
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