Politica - 22 aprile 2026, 20:48

Regione, prima variazione di bilancio da 37 milioni di euro ma è scontro in Aula

Regione, prima variazione di bilancio da 37 milioni di euro ma è scontro in Aula

È stata una seduta interamente assorbita dal confronto politico quella del Consiglio regionale di mercoledì 22 aprile, dedicata alla prima variazione al bilancio 2026-2028.

Un dibattito lungo, articolato e tutt’altro che formale, che ha messo in evidenza una frattura netta tra maggioranza e opposizione: da una parte la rivendicazione di una gestione “prudente ma concreta”, dall’altra la critica a un provvedimento giudicato privo di visione.A difendere l’impianto della manovra è stato il presidente della seconda Commissione, Marco Sorbara (Forza Italia), che ha respinto l’idea di una semplice operazione contabile. Secondo Sorbara, la variazione rappresenta "una scelta politica" capace di orientare le risorse verso bisogni reali, mantenendo solidi gli equilibri di bilancio e garantendo interventi immediatamente attuabili in un contesto economico ancora incerto.Una linea ribadita anche dalla Giunta.

L’assessore al Bilancio, Mauro Baccega, ha parlato di un lavoro “complesso di riallocazione”, sottolineando come i 37 milioni rimodulati servano a evitare risorse inutilizzate e a rafforzare interventi già avviati. Sul piano generale, Baccega ha richiamato la solidità dei conti regionali, confermata anche dal rating positivo di Moody’s, e ha anticipato ulteriori margini di investimento con l’assestamento di maggio.Di tutt’altro tenore le valutazioni delle minoranze.

Dalla minoranza Fulvio Centoz (PD-FP) ha parlato senza mezzi termini di una manovra che "non è di indirizzo politico ma un ribilanciamento contabile", sottolineando l’assenza di interventi su sanità, sociale, lavoro, casa e giovani. Anche le maggiori entrate, ha evidenziato, deriverebbero da trasferimenti statali e non da scelte della Giunta.

Critico anche Massimo Lattanzi (Fratelli d’Italia), che ha definito il provvedimento “manutentivo e di continuità”, lontano dal cambiamento annunciato dal Presidente della Regione. Sul banco degli imputati soprattutto enti locali, politiche abitative e spopolamento: "Possiamo permetterci ancora 74 Comuni?", ha chiesto provocatoriamente.

Sulla stessa linea il capogruppo del PD-FP Jean-Pierre Guichardaz, secondo cui la manovra è "prudente ma non rivelatrice di una forte impronta politica", lasciando aperta la domanda di fondo: quale modello di Valle d’Aosta intende costruire la maggioranza?

Non mancano posizioni più sfumate; Chiara Minelli (Alleanza Verdi e Sinistra) ha riconosciuto alcuni elementi positivi, in particolare sul sostegno al Terzo settore, ma ha evidenziato criticità su enti locali ed edilizia residenziale pubblica, annunciando un’astensione complessiva.

Stessa scelta per Marco Carrel (Autonomisti di Centro), che ha lamentato l’assenza di misure attese, come i fondi per i giovani agricoltori, e una mancanza generale di visione politica.

A movimentare il dibattito sono stati anche gli emendamenti della Lega VdA e de La Renaissance, illustrati da Andrea Manfrin (Lega): sconto carburanti fino a 40 centesimi al litro, ripristino del prestito d’onore e fondo di garanzia per gli affitti. Proposte definite “di buon senso” da Corrado Bellora, ma bocciate politicamente dalla maggioranza.

Il capogruppo di Forza Italia Pierluigi Marquis ha giudicato i buoni benzina "non sostenibili", stimandone un costo potenziale fino a 30 milioni annui.

Se un indirizzo emerge chiaramente, è quello sul turismo. L’assessore Giulio Grosjacques ha rivendicato investimenti per oltre 1,4 milioni aggiuntivi nella promozione, tra campagne, fiere e grandi eventi sportivi. Tra questi, la tappa del Giro d’Italia e un possibile torneo WTA a Courmayeur, con l’obiettivo di arrivare entro fine anno a una legge quadro sui grandi eventi.

A chiudere il confronto è stato il Presidente della Giunta, Renzo Testolin, che ha ridimensionato le aspettative: la variazione, ha spiegato, "non aveva l’ambizione di riscrivere il bilancio", ma di intervenire su esigenze urgenti evitando sprechi. Al centro dell’azione, il sostegno agli enti locali – con cinque milioni destinati a garantire servizi – e la tenuta complessiva del sistema. Sulle proposte dell’opposizione, apertura limitata: "Servono valutazioni di sostenibilità complessiva".

La partita si chiude nella seduta di giovedì 23 aprile con il voto finale sul disegno di legge, ma il vero banco di prova sarà l’assestamento di bilancio annunciato per fine maggio, quando si capirà se alla “manutenzione” seguirà una visione più ampia.

pa.ga.

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