Si è concluso con una condanna a cinque anni di reclusione il processo d’appello bis nei confronti di un uomo di 39 anni residente in Valle d’Aosta, accusato di violenza sessuale. La decisione è stata pronunciata dalla Corte d’appello di Torino al termine del nuovo giudizio disposto dopo l’annullamento con rinvio da parte della Cassazione.
L’iter giudiziario è stato complesso. In primo grado, nel maggio 2022, l’imputato era stato assolto con la formula “per non aver commesso il fatto”. Contro quella decisione aveva presentato ricorso la Procura, ottenendo in appello una condanna a sei anni di carcere. La sentenza era stata successivamente impugnata in Cassazione, che aveva disposto un nuovo processo di secondo grado.
Nel corso dell’appello bis sono state nuovamente ascoltate la parte offesa e la figlia minorenne della donna, presente nell’abitazione al momento dei fatti.
L’episodio risale al 2021. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo si sarebbe introdotto nell’appartamento della donna – una sua conoscente – con il pretesto di effettuare una telefonata. Una volta all’interno, avrebbe abusato di lei. L’imputato ha sempre respinto ogni accusa.
La nuova sentenza ridetermina la pena in cinque anni di reclusione, chiudendo, almeno sul piano di merito, un procedimento segnato da esiti contrastanti nei diversi gradi di giudizio. Resta ora la possibilità di un eventuale nuovo ricorso in Cassazione.