Un risultato che rompe una tendenza consolidata e, per certi versi, preoccupante. L’Azienda Usl della Valle d’Aosta registra una risposta definita “molto positiva” all’ultima batteria di concorsi pubblici per dirigenti medici: sono infatti 62 le domande complessivamente pervenute per otto procedure.
Numeri che, letti nel contesto nazionale segnato da una cronica carenza di personale sanitario, assumono un significato ancora più rilevante. Alcune specialità, negli anni recenti, avevano infatti registrato bandi deserti o con adesioni minime.
A spiccare sono soprattutto alcune discipline chiave: Pediatria e Neonatologia ha raccolto 14 domande, Neurologia nove, mentre il dato più alto si registra in Ostetricia e Ginecologia (con Procreazione medicalmente assistita), con 15 candidature. Bene anche Cardiologia, che conta 13 aspiranti. Si tratta di numeri che, secondo l’Azienda, non si vedevano da decenni, in particolare per ambiti specialistici tradizionalmente difficili da coprire.
Particolarmente significativo il dato relativo alla Medicina Trasfusionale: tre domande (due specialisti e uno specializzando). Un risultato tutt’altro che scontato, considerando che questa disciplina è da anni tra le più carenti a livello nazionale e che i precedenti concorsi erano andati deserti. Un piccolo numero in valore assoluto, ma che rappresenta un cambio di rotta importante sul piano dell’attrattività.
L’assessore regionale alla Sanità, Carlo Marzi, sottolinea come il dato confermi "una positiva percezione all’esterno della nostra sanità regionale", frutto del lavoro congiunto tra assessorato e Azienda. "Continuare ad attrarre medici qualificati – evidenzia – è fondamentale per garantire servizi sempre più vicini ai bisogni della comunità valdostana".
Alla base del risultato, secondo la Usl, ci sarebbe una strategia strutturata di reclutamento: campagne di promozione dei concorsi, utilizzo dei social media e coinvolgimento diretto delle équipe sanitarie. Il direttore sanitario Mauro Occhi evidenzia come "non si tratti soltanto di numeri, ma di un segnale concreto che la strada intrapresa è quella giusta". In particolare, viene sottolineata la capacità di attrarre anche specializzandi, elemento che rafforza i rapporti con le scuole di specializzazione e contribuisce al ricambio generazionale. Occhi richiama inoltre il lavoro avviato negli anni successivi alla pandemia, citando l’impostazione strategica introdotta dal dottor Uberti per affrontare la crisi delle professioni sanitarie.
L’attenzione si sposta ora sulla fase successiva. La direttrice della Struttura complessa Sviluppo Risorse Umane, Monia Carlin, sottolinea la necessità che l’elevato numero di domande si traduca in partecipazione effettiva alle prove e, soprattutto, in nuove assunzioni. "Continueremo a investire in comunicazione e nella valorizzazione delle opportunità professionali – spiega – rafforzando le sinergie con le scuole di specializzazione e con le altre aziende sanitarie".
Nel complesso, la distribuzione delle domande evidenzia un interesse diffuso, anche se non uniforme: 14 candidature per Pediatria e Neonatologia, tre per Radioterapia Oncologica, nove per Neurologia, 13 per Cardiologia, 15 per Ostetricia e Ginecologia/PMA, quattroper Medicina di Laboratorio, tre per Medicina Trasfusionale e uno per Anatomia Patologica.