Nella quotidianità di bambini e adolescenti l’uso dei social media è diventato una presenza costante, spesso precoce e sempre più intensa, capace di influenzare comportamenti, scelte alimentari, percezione del corpo e relazioni sociali. L’esposizione continua a schermi come smartphone, televisione e videogiochi, insieme ai contenuti proposti dalle piattaforme digitali, può incidere profondamente sul benessere psicofisico dei più giovani, che si dividono principalmente in due gruppi a rischio. Il primo è composto da coloro che trascorrono molto tempo in casa, svolgono poca o nessuna attività fisica e tendono a isolarsi dai coetanei, passando ore davanti alla televisione o ai videogiochi. Su questi ragazzi pesa anche l’influenza del marketing alimentare rivolto ai più giovani, che attraverso pubblicità e contenuti sponsorizzati promuove merendine, patatine, gelati, bevande zuccherate e junk food, aumentando il consumo di prodotti ad alto contenuto calorico anche nei bambini molto piccoli. In questo gruppo rientrano soprattutto i ragazzi in sovrappeso o con tendenza all’obesità. Uno studio statunitense condotto su circa duemila adolescenti ha dimostrato che chi trascorre più di cinque ore al giorno davanti allo schermo ha maggiori probabilità, nel giro di cinque anni, di diventare un giovane adulto con un’alimentazione povera di frutta, verdura e cereali integrali e ricca invece di cibi fritti, grassi e bevande zuccherate. Il secondo gruppo riguarda i giovani che subiscono l’influenza degli stereotipi di bellezza diffusi dai social media e dagli influencer, modelli che esaltano magrezza estrema, perfezione estetica e fisici scolpiti. Questi ragazzi tendono a ridurre in modo eccessivo l’apporto calorico per imitare tali ideali, esponendosi al rischio di sviluppare disturbi alimentari come anoressia, bulimia, binge eating o il disturbo evitante‑restrittivo dell’assunzione di cibo (Arfid). In entrambi i casi, l’uso non consapevole dei social può condizionare profondamente la salute e l’equilibrio emotivo dei più giovani, rendendo fondamentale il ruolo di famiglie, scuole e comunità educative nel promuovere un rapporto sano con la tecnologia, con il cibo e con l’immagine di sé.
"Consiglio ai genitori di monitorare il comportamento dei propri figli al fine di un eventuale intervento tempestivo da parte di professionisti sia in ambito nutrizionale che psicologico".
A cura di Nicole Boch
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Sono Nicole Boch, Biologa Nutrizionista, ed esercito la libera professione ad Aosta presso lo studio sito in Via Festaz, 74 ad Aosta. A partire dall'ultimo anno di liceo scientifico mi sono appassionata alla biochimica degli alimenti e ho conseguito, nel 2017, la prima laurea triennale in Tecnologie Alimentari presso l'Università degli studi di Torino.
Indecisa se continuare il percorso intrapreso, proseguendo come professionista che si occupata dei processi alimentari nel settore industriale, ho maturato l'idea che l'attività di laboratorio non mi permetteva di avere un contatto diretto con le persone e, pertanto, mi sono iscritta e laureata, nel 2019, con votazione 110/110 e lode, in Scienze della Nutrizione Umana presso l'Università degli studi di Pisa. Nel 2020 ho sostenuto e superato l'Esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione come Biologa Nutrizionista.
Ho effettuato il mio tirocinio presso il settore di Dietologia e Nutrizione Clinica dell'ospedale Umberto Parini di Aosta affiancando i dietisti nelle attività di reparto e ambulatoriali. Nello specifico ho approfondito casi di malnutrizione, obesità, celiachia, diabete e nefropatie.-
Sono particolarmente affascinata dall'aspetto relazionale che si instaura tra professionista e paziente. Mi piace ascoltare e capire quali sono i motivi per cui i pazienti si rivolgono a me di modo da definire insieme i vari obiettivi da raggiungere nel tempo.
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