Economia - 14 aprile 2026, 19:10

La Valle d’Aosta entra con lo IAR nella rete della ricerca vitivinicola

La Valle d’Aosta entra con lo IAR nella rete della ricerca vitivinicola

La nostra regione entra nella rete nazionale della ricerca vitivinicola. L’Institut Agricole Régional ha infatti aderito al “Vitelab Network – Ricerca e sperimentazione vitivinicola”, sottoscrivendo il protocollo d’intesa in occasione di Vinitaly.

La firma, avvenuta il 13 aprile a Verona, sancisce l’ingresso della regione in una rete composta da undici centri di ricerca applicata del Nord Italia, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione scientifica e sostenere innovazione, sostenibilità e competitività del comparto vitivinicolo.

L’iniziativa ha riunito rappresentanti istituzionali e scientifici di Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Liguria, segnando l’avvio di una sinergia tra territori, ricerca e filiera produttiva. Ad aprire i lavori è stato Andrea Rocchi, presidente del CREA, che ha illustrato obiettivi e prospettive della nuova rete.

Due le tavole rotonde che hanno accompagnato la firma: la prima con gli assessori regionali all’agricoltura, la seconda con i rappresentanti dei centri di ricerca, impegnati a condividere competenze e ambiti di intervento, dalla viticoltura d’alta quota alla genetica dei vitigni autoctoni, fino all’enologia sostenibile.

"Con il Vitelab Network la Valle d’Aosta entra in una rete scientifica d’eccellenza: una scelta strategica per sostenere la competitività della nostra vitivinicoltura", sottolinea l’assessore regionale all'Agricoltura, Speranza Girod.

Sulla stessa linea Martine Peretto, secondo cui la partecipazione alla rete "moltiplica le capacità di ricerca" e apre nuove opportunità di collaborazione scientifica per affrontare le sfide di un settore in evoluzione.

Il Vitelab Network riunisce realtà di primo piano come Fondazione Edmund Mach, Centro di Sperimentazione Laimburg, CREA Viticoltura ed Enologia ed ERSA, coprendo complessivamente circa il 40% della viticoltura nazionale. Un peso che rende strategica la definizione di una visione condivisa per il futuro del comparto.

In questo contesto, l’Institut Agricole Régional porterà competenze specifiche legate alla viticoltura alpina, in particolare sulla coltivazione in alta quota, sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni e sull’adattamento ai cambiamenti climatici.

Un contributo che si inserisce nella tradizione della viticoltura valdostana, caratterizzata da vigneti tra i più alti d’Europa e da produzioni identitarie come la Valle d’Aosta DOC e varietà storiche quali Petit Rouge, Prié Blanc, Cornalin e Fumin.

i.d.

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