Integrazione e solidarietà - 13 aprile 2026, 13:40

Fine vita, anche ad Aosta la mobilitazione dell’associazione 'Luca Coscioni'

La campagna entra nel vivo, portando in piazza un tema che resta al centro del dibattito politico e civile del Paese.

Fine vita, anche ad Aosta la mobilitazione dell’associazione 'Luca Coscioni'

Anche ad Aosta è partita la mobilitazione nazionale promossa dall’associazione 'Luca Coscioni' per chiedere al Governo guidato da Giorgia Meloni il ritiro definitivo della proposta di legge sul fine vita, presentata nove mesi fa e tuttora ferma all’esame del Senato.

Il banchetto è previsto per sabato 18 aprile dalle ore 15 alle ore 19 in via Aubert, angolo biblioteca. L’iniziativa si inserisce in una campagna che, fino al 19 aprile, vedrà volontari impegnati in oltre 100 appuntamenti in 80 città italiane: banchetti informativi, presidi e iniziative pubbliche in piazze, università e luoghi di aggregazione con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere adesioni a un appello nazionale.

La mobilitazione arriva in un contesto di stallo parlamentare. La proposta di legge sul fine vita, presentata dall’esecutivo, non ha registrato alcun avanzamento, mentre nel Paese cresce la richiesta di norme chiare e applicabili.

In assenza di una legge nazionale, resta infatti in vigore quanto stabilito dalla Corte costituzionale con la sentenza sul caso Marco Cappato – DJ Fabo e le successive pronunce, che hanno riconosciuto, in presenza di specifiche condizioni, il diritto ad accedere all’aiuto al suicidio attraverso il Servizio sanitario nazionale. Secondo quanto riferito da Filomena Gallo, in Italia 20 persone hanno già ottenuto il via libera dal Servizio sanitario nazionale e 14 hanno effettivamente avuto accesso all’aiuto alla morte volontaria, spesso al termine di lunghi percorsi giudiziari.

“Se la proposta del Governo fosse stata in vigore – sottolinea Gallo – nessuna di queste persone avrebbe potuto accedere a questo diritto”. Nel mirino dell’associazione ci sono in particolare alcune modifiche ritenute restrittive: l’esclusione del ruolo dei medici del Servizio sanitario nazionale, sostituiti da un comitato di nomina governativa; la limitazione dell’accesso ai soli pazienti dipendenti da macchinari; la riduzione del peso delle disposizioni anticipate di trattamento; e l’obbligo di un passaggio in tribunale anche in presenza dei requisiti.Sulla stessa linea Marco Cappato, che evidenzia come l’applicazione concreta della sentenza della Consulta sia cresciuta negli ultimi anni: dal primo caso, quello di Federico Carboni nel luglio 2022, fino ai numeri più recenti, con sei persone nel 2025 e quattro già nei primi tre mesi del 2026.

Per Cappato, il tentativo del Governo sarebbe quello di “bloccare per via legislativa” l’applicazione della sentenza, dopo non essere riuscito a fermarla sul piano politico.

Tre le richieste rilanciate dall’associazione 'Luca Coscioni' con la mobilitazione nazionale: il ritiro della proposta di legge governativa; l’avvio di un confronto parlamentare libero, anche a partire dalla proposta di legge popolare “Eutanasia Legale”; l’adozione, da parte delle Regioni, di procedure chiare e tempi rapidi per garantire i diritti già riconosciuti. Anche ad Aosta, dunque, la campagna entra nel vivo, portando in piazza un tema che resta al centro del dibattito politico e civile del Paese.

i.d.

SU