Cronaca - 13 aprile 2026, 14:30

Frodi assicurative, denaro ripulito nei casinò; 42 indagati tra Saint-Vincent e Venezia

Frodi assicurative, denaro ripulito nei casinò; 42 indagati tra Saint-Vincent e Venezia

Un sistema articolato di frodi assicurative, capace di generare milioni di euro di profitti illeciti, poi 'ripuliti' nei casinò di Venezia e Saint-Vincent. È questo il quadro che emerge da una vasta indagine della Guardia di Finanza di Roma che coinvolge 42 persone indagate (nessun valdostano) mette in luce un nuovo meccanismo consolidato di truffe, false certificazioni e riciclaggio.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo - coordinato dall'imprenditore laziale Pasquale Del Pezzo e dal medico Davide Parisella, di Fondi, titolare di un poliambulatorio nella cittadina laziale - avrebbe orchestrato raggiri seriali ai danni delle compagnie assicurative, arrivando a incassare complessivamente circa tre milioni di euro. Il sistema si basava su una rete di medici compiacenti e perizie false, utilizzate per gonfiare o simulare sinistri, soprattutto in ambito di incidenti stradali e richieste di risarcimento.

Una volta ottenuto il denaro, entrava in gioco la fase più delicata: il riciclaggio. Gli investigatori hanno accertato che i proventi illeciti venivano convogliati nelle Case da gioco, in particolare a Venezia e al Casino de la Valléee di Saint-Vincent. Un ruolo importante lo avrebbe avuto anche l'avvocato romano Raffaele Gerbi, assiduo frequentatore del Casino de la Vallée e dei tavoli verdi veneziani.

Qui il denaro veniva trasformato in fiches e successivamente riconvertito, simulando vincite o operazioni di gioco, così da attribuirgli una parvenza di legittimità. Un meccanismo già emerso in altre inchieste, dove le case da gioco diventano veri e propri snodi per “ripulire” capitali di origine illecita.

L’indagine evidenzia una struttura organizzata e ramificata, con ruoli ben definiti: chi organizzava i falsi sinistri, chi redigeva certificazioni mediche e perizie, chi gestiva il flusso finanziario e chi curava il riciclaggio nei casinò. Un sistema che, secondo gli investigatori, operava con modalità consolidate e ripetute nel tempo.

Nel corso dell’inchiesta emerge anche un episodio drammatico: un poliziotto coinvolto nelle indagini si è tolto la vita, elemento che aggiunge un ulteriore livello di complessità e tensione alla vicenda.

Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, comprendono associazione per delinquere, truffa aggravata, falso e riciclaggio. L’inchiesta è ancora in corso e potrebbe allargarsi ulteriormente, anche alla luce dei collegamenti con altri filoni investigativi già emersi negli ultimi mesi sul riciclaggio attraverso il casinò di Saint-Vincent.

pa.ga.

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