Dovrà restituire 122.584,36 euro alla Regione l’imprenditrice agricola Elaine Lunghini, 37 anni, destinataria di una sentenza della Sezione giurisdizionale regionale della Corte dei Conti emessa al termine dell’udienza del 25 marzo e riguarda contributi pubblici erogati nell’ambito del Programma di sviluppo rurale 2014-2020, destinati al sostegno dei giovani agricoltori.
Secondo i giudici contabili, le somme sarebbero state percepite indebitamente e devono pertanto essere restituite all’amministrazione regionale.
L’azione era stata promossa dalla Procura della Corte dei Conti, che aveva contestato un danno erariale derivante dall’indebita percezione dei fondi, citando in giudizio, oltre a Lunghini, anche la tecnica agronoma Paola Flamini, incaricata della predisposizione della documentazione allegata alla domanda di sostegno.
Diversa, tuttavia, la valutazione della Corte nei confronti della professionista; i magistrati contabili hanno escluso la sua responsabilità, evidenziando come non emergano elementi certi per ritenere una sua partecipazione consapevole alla condotta fraudolenta contestata all’imprenditrice. Per Flamini, già assolta in sede penale, è stata quindi respinta la richiesta di condanna al pagamento di una quota del danno.
La vicenda si inserisce in un quadro giudiziario più ampio che coinvolge Lunghini e che era già stato oggetto di approfondimento da parte de Laprimalinea.it. Sul piano penale, l’imprenditrice è stata condannata in primo grado, mentre in sede civile è stata assolta. Entrambe le decisioni sono state impugnate: il procedimento penale è ora all’esame della Corte d’Appello su iniziativa della difesa, mentre quello civile è stato riaperto su ricorso della Regione Valle d’Aosta davanti al Tribunale di Torino.
La sentenza contabile aggiunge dunque un ulteriore tassello a una vicenda complessa, ancora aperta su più fronti giudiziari, e destinata a trovare un assetto definitivo solo all’esito dei giudizi di secondo grado.




