Sanità - 09 aprile 2026, 09:40

Al via campagna vaccinale contro la dermatite nodulare bovina, 'nessun rischio per carne e latte'

Al via campagna vaccinale contro la dermatite nodulare bovina, 'nessun rischio per carne e latte'

"Nessun rischio per i consumatori e massima attenzione alla tutela del patrimonio zootecnico regionale". Lo ha affermato l'assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali Carlo Marzi facendo proprie le rassicurazioni della Usl VdA e annunciando l’imminente avvio della nuova campagna vaccinale contro la dermatite nodulare bovina (Lumpy Skin Disease – LSD), con l’arrivo nei prossimi giorni di circa 35 mila dosi di vaccino.

L’operazione sarà coordinata dalla Veterinaria regionale, mentre la gestione operativa è affidata alla Struttura Complessa di Sanità animale della Usl, diretta da Marco Ragionieri.

"Si tratta di una priorità assoluta – sottolinea l’assessore Marzi – per proteggere il comparto zootecnico valdostano, fondamentale per la nostra economia. Già nel 2025 la vaccinazione ha evitato l’abbattimento dei capi, a differenza di quanto accaduto in altre regioni italiane e in Paesi europei. Interveniamo con tempestività, garantendo anche la libera movimentazione degli animali già vaccinati".

L’assessore rassicura inoltre i cittadini: "Non esistono controindicazioni al consumo di carne e latte valdostani, che restano prodotti sicuri, di qualità e sottoposti a controlli rigorosi". A chiarire gli aspetti sanitari è la veterinaria regionale Enrica Muraro: "La dermatite nodulare bovina è una malattia virale che colpisce esclusivamente i bovini e non è trasmissibile all’uomo, né per contatto né attraverso gli alimenti. Il vaccino utilizzato è a virus vivo attenuato, una tecnologia consolidata da oltre cinquant’anni. Non si tratta di vaccini a mRNA e non provoca la malattia".

Muraro precisa inoltre che il vaccino è efficace anche contro i ceppi attualmente circolanti in Europa: "Pur essendo distinto dal virus responsabile dei recenti focolai in Francia, esiste un unico sierotipo e il sistema immunitario degli animali vaccinati è in grado di riconoscerlo e neutralizzarlo".

Dal punto di vista organizzativo, il Servizio veterinario regionale ha predisposto un piano capillare su tutto il territorio. "Contatteremo direttamente gli allevatori per definire tempi e modalità degli interventi – spiega Ragionieri – garantendo controlli puntuali e la piena tracciabilità della filiera".

La vaccinazione è obbligatoria, come previsto dalla deliberazione della Giunta regionale 339 del 27 marzo 2026. Il mancato rispetto comporterà sanzioni amministrative e ulteriori conseguenze previste dalla normativa.

Le operazioni saranno supportate da AREV, IAR e ANABORAVA, con il possibile coinvolgimento anche della Protezione civile e del Corpo forestale.

L’Amministrazione regionale e la Usl ribadiscono infine l’impegno a garantire "un’informazione trasparente e scientificamente fondata, elemento essenziale per tutelare la salute animale, la sicurezza alimentare e la fiducia dei consumatori".

red.laprimalinea.it

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