Le truffe legate al falso Centro unico di prenotazione Cup dell’azienda Usl sono tornate all’attenzione del Consiglio Valle. A fare il punto è stato l’assessore alla Sanità, Carlo Marzi, rispondendo a una interrogazione presentata dalla Lega Vallée d’Aoste nella seduta odierna.
I truffatori inviano messaggi urgenti invitando a chiamare numeri a pagamento (prefissi 893 o 899) per "comunicazioni importanti". Non bisogna assolutamente richiamare, bensì eliminare il messaggio e segnalare l'accaduto alla Polizia Postale, ricordando che il Cup 'autentico' usa solo numeri verdi.
Nel suo intervento, Marzi ha inquadrato il fenomeno in un contesto più ampio, sottolineando come si tratti di raggiri “ricorrenti in Italia”, che sfruttano un servizio particolarmente sensibile come il Centro unico di prenotazione sanitaria. “Il Cup – ha spiegato – rappresenta una porta facilmente sfruttabile dai truffatori, perché legata a un bisogno reale dei cittadini, che può rendere le potenziali vittime più vulnerabili”.
Secondo quanto riferito dall’assessore, la Usl registra mediamente due o tre segnalazioni al mese da parte dei cittadini. Un dato che, se da un lato conferma la presenza costante del fenomeno, dall’altro evidenzia anche una maggiore consapevolezza: “Il numero delle segnalazioni è in aumento – ha precisato – anche grazie alle campagne informative promosse dalle aziende sanitarie, con particolare attenzione alla prevenzione”.
Marzi ha ribadito l’importanza della denuncia: gli episodi devono essere segnalati alla Polizia postale, che è l’autorità competente per raccogliere elementi utili alle indagini. Parallelamente, l’azienda sanitaria ha intensificato le azioni di contrasto attraverso comunicazioni ufficiali diffuse sui canali istituzionali, dai siti internet ai social, fino agli avvisi cartacei.
“È fondamentale – ha evidenziato l’assessore – fornire indicazioni chiare ai cittadini: il Cup utilizza solo canali istituzionali verificabili, non impiega numeri a pagamento e non richiede mai dati sensibili tramite sms o telefonate”. Un insieme di regole pensato per aiutare a riconoscere e prevenire i tentativi di truffa.
Guardando alle prospettive, Marzi ha posto l’accento sulla necessità di un monitoraggio costante, soprattutto a tutela delle fasce più fragili. In questa direzione si inserisce la nascita dello 'Csirt Valle d’Aosta', il 'Computer security incident response team' regionale, istituito in collaborazione con l’assessorato all’Innovazione presso Inva. La struttura entrerà a regime entro la fine dell’anno con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza informatica della pubblica amministrazione e coordinare eventuali campagne informative e collaborazioni con le forze dell’ordine.
Una risposta che però non ha pienamente soddisfatto il vicecapogruppo leghista Simone Perron, che ha lamentato la mancanza di dati più dettagliati sulla dimensione del fenomeno. “Speculare sulle persone anziane che chiamano il Cup è tra le azioni più ignobili e tutti dobbiamo attivarci come meglio possiamo per contrastare questo odioso fenomeno”, ha dichiarato, assicurando che il gruppo continuerà a vigilare sulla questione per garantire maggiori tutele ai cittadini.




