Cronaca - 08 aprile 2026, 12:00

Omicidio La Salle, il pm accusa la difesa di 'mistificare la realtà'; i legali replicano; attesa la sentenza

Omicidio La Salle, il pm accusa la difesa di 'mistificare la realtà'; i legali replicano; attesa la sentenza

Scontro frontale in aula nel processo in tribunale ad Aosta al 23enne di Fermo Sohaib Teima, accusato dell’omicidio dell’ex fidanzata Auriane Laisne, la 22enne francese assassinata nell’aprile 2024 nella chiesetta abbandonata di Equilivaz, sopra La Salle.

Durante le repliche, il pubblico ministero Manlio D'Ambrosi ha attaccato duramente la strategia difensiva, accusandola di aver tentato di “confondere la Corte” attraverso una ricostruzione alternativa dei fatti. Secondo l’accusa, nel corso del dibattimento è stato invece delineato un quadro “logico, coerente e puntuale”, passato – ha sostenuto – da un insieme di gravi indizi a un sistema probatorio completo.

Il magistrato ha respinto anche le critiche rivolte al lavoro dei consulenti della procura ("un offesa all'operato, alla serietà e alla professionalità insinuare che i periti abbiano scritto 'quello che voleva' la procura") rivendicando il ruolo dell’accusa nel raccogliere elementi sia a carico sia a favore dell’imputato. Per Teima, la richiesta resta quella dell’ergastolo, già avanzata nei giorni scorsi e ribadita al termine di una replica durata circa un’ora.

Sulla stessa linea la parte civile. L’avvocato Jacques Fosson, che insieme alla collega Giulia Scalise assiste i familiari della vittima, ha escluso l’esistenza di piste alternative: secondo la loro tesi, gli atti conterrebbero elementi decisivi anche sul piano della premeditazione. Quanto alla pena, il legale ha sottolineato come l’ergastolo rientri nella funzione rieducativa prevista dall’ordinamento.

Di segno opposto la replica della difesa. L’avvocata Lucia Lupi ha contestato l’impostazione dell’accusa, sostenendo che proprio la procura non si sarebbe attenuta ai fatti, accusandola implicitamente di aver costruito una narrazione non suffragata da prove solide. A ribadire la linea difensiva è stato anche l’avvocato Luca Tommaso Calabrò, che ha insistito sull’assenza di una prova piena di colpevolezza. Secondo la difesa, l’impianto accusatorio si sarebbe progressivamente indebolito nel corso del dibattimento.

Al termine delle repliche, la Corte si è ritirata in camera di consiglio. La sentenza è attesa nelle prossime ore.

pa.ga.

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