Ambiente - 01 aprile 2026, 08:18

Rifiuti ed economia circolare, Ecoforum riaccende il dibattito

Rifiuti ed economia circolare, Ecoforum riaccende il dibattito

Ad Aosta si è tornati a parlare di economia circolare e gestione dei rifiuti in occasione della seconda edizione dell’Ecoforum, promossa da Legambiente Piemonte Valle d’Aosta e ospitata giovedì 26 marzo nel capoluogo regionale, alla quale hanno preso parte esperti di settore e ammministratori pubblici comunali e regionali.

L’iniziativa si inserisce nel percorso nazionale degli Ecoforum di Legambiente, momenti di confronto che, in diverse regioni italiane, mettono attorno allo stesso tavolo istituzioni, tecnici e associazioni per fare il punto sulle politiche ambientali e, in particolare, sulla gestione dei rifiuti e sulle prospettive dell’economia circolare. Anche ad Aosta l’obiettivo è stato quello di analizzare dati, criticità e buone pratiche, con uno sguardo rivolto alle scelte future del territorio.

Al centro della giornata il tema dell’economia circolare, modello che punta a ridurre al minimo lo spreco di materia, evitando il ricorso a discariche e incenerimento e privilegiando invece riuso, riciclo e recupero. Una visione che, secondo Legambiente Valle d’Aosta, può tradursi in risultati concreti solo attraverso un rafforzamento dell’informazione e della cultura ambientale all’interno delle comunità locali.

Tra gli interventi, quello di Sarah Burgay ha posto l’attenzione sul futuro Centro del riuso in fase di realizzazione, progetto che si inserisce proprio nella logica di allungare il ciclo di vita dei beni e ridurre la produzione di rifiuti. Un’infrastruttura che, nelle intenzioni, dovrebbe rappresentare un tassello operativo importante verso una gestione più sostenibile.

Più critico, invece, l’intervento di Paolo Meneghini, presidente di Valle Virtuosa e rappresentante delle associazioni ambientaliste all’interno dell’Osservatorio regionale sui rifiuti. Meneghini ha evidenziato una situazione che definisce problematica, parlando di un sistema poco trasparente e sostanzialmente fermo.

Nel mirino, in particolare, il funzionamento dell’Osservatorio stesso, che – secondo quanto riferito – non si riunirebbe da oltre un anno, di fatto limitando uno degli strumenti di confronto e controllo previsti a livello regionale. A questo si aggiunge la questione dell’appalto per la gestione della discarica, ritenuto troppo lungo e rigido, con il rischio di bloccare qualsiasi evoluzione del sistema.

Criticità che si inseriscono in un quadro più ampio, dove la transizione verso modelli di economia circolare appare ancora incompleta e rallentata da scelte amministrative e assetti gestionali poco dinamici.

L’Ecoforum ha quindi messo in evidenza una doppia dimensione; da un lato le potenzialità di un modello che punta a ridurre l’impatto ambientale e a valorizzare le risorse; dall’altro le difficoltà concrete nel tradurre questi principi in politiche efficaci e strumenti operativi funzionanti.

Un confronto che, nelle intenzioni degli organizzatori, dovrebbe contribuire a riaccendere l’attenzione su un tema centrale per il futuro del territorio valdostano, dove la gestione dei rifiuti continua a rappresentare uno dei nodi più delicati del rapporto tra ambiente, amministrazione e comunità.

 Parlano i numeri dell'Ecoforum

I 'conti' emersi dal tavolo di lavoro parlano chiaro. Nel 2024 la Valle d’Aosta ha registrato circa 1,4 milioni di arrivi turistici e quasi 4 milioni di presenze, numeri che incidono direttamente sulla produzione dei rifiuti. Il totale annuo ha raggiunto 79.750 tonnellate, in aumento del 4,4% rispetto al 2023, con oltre 650 kg per abitante, contro una media nazionale di 507 kg e del Nord Italia di 533 kg.

Dopo il minimo di circa 74mila tonnellate nel 2020-2021 (periodo Covid), la produzione è tornata a crescere costantemente. Parallelamente, i costi di gestione del sistema risultano in aumento.

La raccolta differenziata ha superato nel 2024 il 71,7%, con un incremento del 2,3% sull’anno precedente, mentre nel 2025 la media regionale ha raggiunto il 74,9%. Il Comune di Aosta ha superato l’80%, il SubATO D il 76,09%, con tutti i subambiti sopra il 70%.

Nonostante i dati positivi, permangono criticità qualitative: negli imballaggi plastici e metallici la frazione estranea arriva almeno al 32%, mentre oltre il 50% dell’indifferenziato potrebbe essere ulteriormente differenziato.

Nel 2024 sono stati conferiti al Consorzio Nazionale Imballaggi circa 14mila tonnellate di imballaggi, per un valore di 2,4 milioni di euro. Sul fronte dell’abbandono, circa l’80% dei rifiuti dispersi è costituito da plastica e imballaggi.

Per quanto riguarda la gestione economica, in alcuni contesti fino al 40% degli utenti non paga la Tari, mentre i rifiuti tessili sanitari rappresentano circa il 2,4% della raccolta differenziata nei primi mesi del 2026.

Sul fronte impiantistico, per una popolazione di circa 122mila abitanti, basterebbe un solo impianto per il trattamento dell’organico. La discarica regionale è stimata a fine vita entro il 2030, con il Piano rifiuti attuale in scadenza nel 2026 e il nuovo ciclo programmatorio previsto per il periodo 2027-2031.

i.d.

SU