Si accende il confronto politico sulla riforma dello Statuto speciale della Valle d’Aosta. Nella seduta di oggi, lunedì 30 marzo, la prima Commissione consiliare ha proseguito il ciclo di audizioni ascoltando gli ex presidenti della Giunta, Carlo Perrin e Dino Viérin, nell’ambito del percorso di revisione avviato dopo l’intervento del presidente Renzo Testolin dello scorso 22 gennaio.
Ma è sul metodo che si consuma lo scontro. I gruppi consiliari di Fratelli d’Italia, Lega Vallée d’Aoste, PD-Federalisti Progressisti, Alleanza Verdi e Sinistra, Autonomisti di Centro e La Renaissance Valdôtaine attaccano duramente la maggioranza, accusandola di aver respinto ogni apertura al confronto.
Nel mirino, in particolare, il voto contrario alla richiesta – avanzata da parte della minoranza – di audire il deputato Alessandro Urzì, presidente della Commissione dei Sei della Provincia di Bolzano e relatore della riforma statutaria del Trentino-Alto Adige, indicata dallo stesso Testolin come modello di riferimento.
Secondo i consiglieri Alberto Zucchi, Corrado Bellora, Fulvio Centoz, Chiara Minelli, Marco Carrel ed Eleonora Baccini, si trattava di una proposta “coerente” con il percorso avviato in Commissione e finalizzata ad acquisire informazioni dirette su tempi e modalità della riforma già in fase avanzata a livello parlamentare.
“La maggioranza, nessuno escluso, ha votato contro – sottolineano i firmatari del comunicato –. Un atteggiamento che denota debolezza politica e incapacità di arrivare ai risultati”. Per le opposizioni, rinunciare a un confronto diretto con uno dei protagonisti del processo trentino-altoatesino rappresenta una scelta “difficilmente spiegabile ai cittadini valdostani”.
Non solo. Bocciata anche la richiesta di audire la componente regionale della Commissione paritetica, con particolare riferimento all’iter della norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche, altro nodo strategico per il futuro della regione. “Sui temi fondamentali – concludono i consiglieri – servono metodo, trasparenza e condivisione. Elementi che, invece, continuano a essere negati”.
Il percorso di revisione dello Statuto prosegue dunque in un clima di tensione politica, con il rischio che il confronto si irrigidisca proprio su uno dei dossier più rilevanti per l’autonomia valdostana.