Ambiente - 19 marzo 2026, 18:00

Cittadinanzattiva, 'acqua sempre più cara, stangata anche in Valle d’Aosta'

Per l'associazione occorre ridurre le disuguaglianze territoriali, garantire investimenti strutturali oltre il PNRR, aumentare la trasparenza nella gestione del servizio e rafforzare le tutele per le famiglie più vulnerabili

Cittadinanzattiva, 'acqua sempre più cara, stangata anche in Valle d’Aosta'

In vista della Giornata mondiale dell’acqua, arriva una nuova fotografia poco rassicurante sul costo del servizio idrico in Italia. Secondo il 21esimo Rapporto sul servizio idrico integrato di Cittadinanzattiva, nel 2025 la bolletta dell’acqua continua a salire, toccando una media nazionale di 528 euro annui per famiglia, con un incremento del 5,4% rispetto al 2024 e addirittura del 30% rispetto al 2019. Ma è sul piano territoriale che emergono le criticità più evidenti, con forti disparità tra regioni e città. E la Valle d’Aosta si colloca tra le realtà dove gli aumenti sono stati più marcati.

Valle d’Aosta tra gli aumenti più pesanti

Il dato più significativo riguarda proprio la crescita delle tariffe: in Valle d’Aosta (dove la fattura si è attestata sui 313 euro praticamente ovunque lo scorso anno) si registra un aumento del 14,8% rispetto all’anno precedente, uno dei più elevati a livello nazionale, secondo solo al Molise. Un incremento che pesa direttamente sulle famiglie valdostane e che si inserisce in un quadro generale di rincari diffusi.

Anche il capoluogo regionale non è immune. Ad Aosta, infatti, la spesa per il servizio idrico registra un aumento superiore al 14%, collocandosi tra i capoluoghi con i rincari più consistenti nel 2025.

Il dossier evidenzia un’Italia “a macchia di leopardo”: si va dai 770 euro medi della Toscana — la regione più cara — ai 274 euro del Molise, che però segna un incremento record del 17,5%. Le regioni del Centro restano le più costose, con una media di 705 euro annui, mentre gli aumenti più consistenti si registrano al Nord (+6,4%), seguito dal Sud (+5,3%) e dal Centro (+4,3%).

Differenze che si riflettono anche tra città: Frosinone si conferma la più cara con 973 euro annui, mentre Milano resta la più economica con appena 203 euro.

Perdite idriche, Valle d’Aosta sotto la media, ma il dato peggiora

Sul fronte delle infrastrutture, il problema resta quello della dispersione idrica. In Italia, secondo i dati Istat, si perde il 42,4% dell’acqua immessa in rete. La Valle d’Aosta si colloca sotto questa media, con perdite inferiori al 30%, ma il dato è comunque in peggioramento rispetto al 2020. Una situazione che, pur meno critica rispetto ad altre regioni, evidenzia la necessità di investimenti e manutenzioni costanti. Accanto ai costi, emerge anche un dato culturale: più di un italiano su quattro non si fida dell’acqua di rubinetto, segno di una percezione ancora fragile della qualità del servizio.

Di fronte a questo scenario, Cittadinanzattiva, in Valle d'Aosta coordinata da Maria Grazia Vacchina, chiede interventi su quattro priorità: ridurre le disuguaglianze territoriali, garantire investimenti strutturali oltre il PNRR, aumentare la trasparenza nella gestione del servizio e rafforzare le tutele per le famiglie più vulnerabili.

pa.ga.

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