Sanità - 18 marzo 2026, 09:20

In Valle boom dell’assistenza domiciliare; 3.225 anziani seguiti a casa

In Valle boom dell’assistenza domiciliare; 3.225 anziani seguiti a casa

Cresce in modo esponenziale l’assistenza sanitaria domiciliare in Valle d’Aosta. Sono oggi 3.225 gli anziani over 65 seguiti direttamente a casa attraverso l’Assistenza Domiciliare Integrata-ADI, contro i 229 del 2019: un aumento di oltre quattordici volte (+1.308%) che segna un cambio strutturale nel modello di cura dei pazienti fragili.

Il dato emerge dal monitoraggio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza-PNRR, nell’ambito dell’investimento “Casa come primo luogo di cura”, e colloca la regione in anticipo rispetto all’obiettivo nazionale fissato per il 2026.

L’ADI rappresenta un sistema articolato che porta al domicilio del paziente un insieme coordinato di prestazioni mediche, infermieristiche, riabilitative e socio-assistenziali. Non si tratta solo di assistenza infermieristica, ma di un modello integrato in cui medici di base, specialisti e operatori lavorano in équipe per costruire percorsi personalizzati. L’obiettivo è duplice: garantire continuità delle cure e ridurre i ricoveri ospedalieri non necessari, migliorando al contempo la qualità della vita.

Un elemento distintivo del modello valdostano è la capacità di coniugare quantità e qualità. Nonostante l’aumento significativo dei pazienti presi in carico, la Valle d’Aosta garantisce il monte ore di assistenza per paziente più alto tra tutte le regioni italiane, come certificato dall’ultimo rapporto del CREA Sanità.

Per l’assessore regionale alla Sanità Carlo Marzi, “portare le cure a casa delle persone è una scelta di civiltà”, che consente agli anziani fragili di restare nel proprio ambiente, tra abitudini e affetti. “Si tratta – evidenzia – di un modello che migliora la qualità della vita dei pazienti e delle famiglie, rappresenta un’alternativa ai ricoveri e contribuisce a decongestionare i pronto soccorso, in una fase segnata anche dalla sfida della crisi demografica”.

Sulla stessa linea il direttore generale dell’Azienda USL, Massimo Uberti, che sottolinea il lavoro di squadra alla base del risultato: “Dietro questi numeri ci sono professionisti – infermieri, medici, operatori socio-sanitari e amministrativi – che ogni giorno operano sul territorio con dedizione. Crescere così tanto senza abbassare la qualità non era scontato: significa che il sistema ha tenuto”.

Il traguardo raggiunto, sottolinea la Usl VdA, "va oltre anche gli standard europei, che fissano al 10% la quota di popolazione over 65 da assistere a domicilio. La Valle d’Aosta ha già superato questo obiettivo, consolidando un modello di sanità territoriale che punta sempre più sulla casa come primo luogo di cura".

pa.ga.

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